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Il giovane fragoroso

Creato il 21 ottobre 2014 da Presidenziali @Presidenziali
Un film di Mario Martone. Con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
Biografico, durata 137 min. - Italia 2014 - Uscita: giovedì 16 ottobre 2014
Il giovane fragoroso
 Il giovane fragoroso, perché il tam-tam mediatico sopra il film di Martone è qualcosa di veramente assordante in questo momento, specialmente qui nelle Marche. Dalla produzione iniziale alle riprese, dalla calda accoglienza della mostra veneziana fino all'odierna uscita.
  Il giovane facinoroso è il Leopardi dipinto in questa pellicola. Non solo il povero gobbo che stava tutto il giorno alla finestra sopra le sudate carte come ce lo ricordiamo dai banchi di scuola; ma una personalità burrascosa lo porterà a voler andar via da una desertica Recanati e a scontrarsi con i salotti della letteratura ottocentesca, poco vogliosa di sentir cantar tristezza e infelicità pur riconoscendone le abilità. Per non parlare del resto della società clericale in piena Restaurazione impersonata bene dal padre Monaldo.
Il giovane dubbioso perché "Chi dubita sa, e sa più che si possa". Ma anche una condizione umana tremendamente infelice e malinconica da negargli le più basilari soddisfazioni della vita. Che tuttavia gli dà forza e ispirazione per scrivere questi versi senza tempo per cui oggi amabilmente lo decantiamo.
Il giovane capriccioso, perché la visione del film è una vera e propria altalena di sensazioni, anche opposte fra loro. Momenti emozionanti come La Ginestra finale alternati ad altri di sincera monnezza. Dialoghi forbiti di una filologia impeccabile mischiati ad altri di un grezzo censurabile. La voglia di non fare un banale film per signore attempate ma contemporaneamente la paura di osare troppo come fece Giacomo stesso. Le parole leopardiane sono la miglior pubblicità possibile per la lingua italiana oggigiorno vituperata al punto da sentirmi sinceramente indegno di scrivere anche solo una recensione di un film. Il padre di Silvia che dice "non riusciva manco più a ddormì" la peggiore per le Marche che evidentemente, fra questo e la famosa pubblicità con Dustin Hoffman, non riescono a esimersi dal fare figure barbine quando si cerca di valorizzare la propria cultura .
Il giovane fragoloso perché, sarà la produzione importante o il pubblico a cui è rivolto, è un film che doveva andare sul sicuro e non dico piacere, ma quantomeno essere gradito e accessibile a molti. Per cui abbiamo quei momenti che bisognava ci fossero per pargoleggiar un certo tipo di spettatori abituati a un cinema sicuramente facile. Ma sentire in sala le nonne groupie recitare L'infinito insieme a Germano nella forzatura della scena è stato un momento di sincero atterrimento trash. Possiamo però dichiarare scampato il pericolo di un'atmosfera smarmellata da fiction RAI, anzi, la regia di Martone in combinazione con la fotografia di Renato Berta svolgono il loro compito fra paesaggi evocativi e affascinanti.
Il giovane favoloso è, infine, un grande Elio Germano che si destreggia bene in un ruolo difficilissimo uscendone a testa alta. Ma per quanto si impegni ci sono dei momenti in cui non riesce proprio farci niente causa una sceneggiatura che non aiuta e che prevede diversi cali di attenzione lungo le quasi (troppe) due ore e mezza. E purtroppo per lui, i miracoli non può farli

Il giovane fragoroso

"Il mio cervello non concepisce masse felici fatte di individui infelici"


Voto 6,5
Redazione: Presidente 5, Chiara 5, Gianluca 6

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