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Il Miur contro i test d’ingresso a scuola

Creato il 20 marzo 2013 da Pedagogika2
Non si possono selezionare i ragazzi già all’ingresso della secondaria. Dopo i casi di alcuni licei italiani che hanno imposto test di ingresso per selezionare gli iscritti, considerate l’esubero delle richieste, il Miur si dichiara contrario a tale pratica. 
La selezione delle domande di iscrizione in esubero rispetto alla capacità di accoglienza della scuola “non deve essere basata su criteri che puntano a scegliere i migliori”, ma “tutti devono essere rappresentati e accolti nella scuola pubblica” e per questo sono state diffuse circolari anche recenti che hanno “raccomandato di scegliere secondo criteri non parziali”, e i test sono assai parziali, quasi discriminatori come sindacati, associazioni di consumatori, studenti e anche esponenti politici hanno unanimemente detto. A difendere questa iniziativa finora solo l’Associazione nazionale dei presidi per la quale non bisogna “demonizzare tale selezione” perché gli altri criteri, come quello della vicinanza geografica, sono “molto meno razionali”.
E dunque, dicono ancora fonti del Miur, “pur nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, i criteri di precedenza deliberati dai singoli Consigli di istituto debbono rispondere a principi di ragionevolezza quali, a puro titolo di esempio, quello della vicinanza della residenza dell'alunno alla scuola o quello costituito da particolari impegni lavorativi dei genitori”.
Da evitare assolutamente anche il metodo dell’estrazione a sorte (adottato talvolta da qualche istituto): può essere utilizzato solo come estrema ratio quando due studenti che chiedono l’iscrizione risultano in parità in base a ogni altro criterio.
Sono escluse in tutti i modi comunque le selezioni basate sulle capacità e la preparazione dell’aspirante alunno.
Il perché lo ha spiegato ieri il sottosegretario Marco Rossi Doria scrivendo sul suo account di Twitter: “Le scuole superiori sono aperte a tutti. Poi servono risorse per farle funzionare meglio. Altro che numero chiuso!”.

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