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Il progetto dell’Europa? Annichilire e possibilmente cancellare la destra italiana

Creato il 25 dicembre 2012 da Iljester

monti-napolitanoL’idea europea è piuttosto semplice: spostare nuovamente l’equilibrio politico italiano al centro, con un dialogo esclusivamente a sinistra. Un progetto che darebbe maggiori garanzie nel processo di cessione della sovranità nazionale agli organi burocratici europei. L’Agenda Monti, del resto, è la traccia programmatica di questo obiettivo, neanche tanto celato.

Si tratta di una vera e propria restaurazione. Un ritorno ai tempi nei quali la dialettica politica era tutta DC-PSI-PCI. Ciò ha garantito per quasi sessant’anni politiche all’insegna del servilismo internazionale e di una politica europeista troppo spesso ottusa e appiattita ai desideri francesi e tedeschi. Sul fronte interno, ha garantito la spartizione del potere e un’industrializzazione disordinata, assistita e pseudo-collettivizzata. Ha infine garantito la demolizione del senso di appartenenza degli italiani, trasmettendo come “disvalore” l’orgoglio di essere italiani.

Il progetto dell’Europa? Annichilire e possibilmente cancellare la destra italiana

Poi è arrivato il Cavaliere e tutto è cambiato. Complice “Mani Pulite” – che ha spezzato le ali di DC e PSI (ma non del PCI) – l’uomo di Arcore ha sdoganato la destra post-fascista, legittimandola e rendendola parte della dialettica politica interna. E previo il famoso patto di ferro con la Lega Nord (salvo la parentesi Dini-Prodi), ha contribuito non poco a polarizzare la politica interna in due emisferi ben distinti: destra e sinistra, restituendo di fatto all’Italia il naturale bipolarismo perso con il Fascismo e mai ripristinatosi (per volontà degli stessi costituenti) con l’avvento della Repubblica parlamentare.

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Un bipolarismo che però ha una sostanziale differenza rispetto a quello passato. Oggigiorno in Italia è la destra (esclusa la Lega) la vera area liberale e riformista del sistema (pur ancorandosi ai valori tipici della identità italiana e pur la variante sociale “missina”). Mentre la sinistra (nelle sue molteplici forme) è divenuta – dopo decenni di condivisione del potere e di sfascio del sistema italia e dell’identità italiana – l’area conservatrice e reazionaria, come tale, organica ai poteri conservatori e incapace di rinnovarsi e rinnovare, se non in quegli aspetti e in quelle politiche che hanno (o che avrebbero) solo una utilità elettorale e di facciata.

Tralasciando i fatti di quest’ultimo ventennio – che non poco hanno contribuito a trascinare l’Italia nel baratro economico e finanziario in cui annaspa oggi (soprattutto, ma non solo, per le scellerate politiche dei governi di sinistra) - e arrivando ai giorni nostri, Monti ha e avrà un compito ben preciso: sottrarre voti e consensi al PDL (e in generale alla destra) e riportare le lancette dell’orologio al confortevole periodo “preberlusconiano”, pur con qualche variante. Di moderazione nel nuovo “Centro” ci sarà poco o nulla. Si tratterà, invero, di un ottuso radicalismo europeista che mira a svuotare l’Italia della propria sovranità per inseguire un folle progetto di unificazione europea, che niente ha a che vedere con i popoli dell’Europa. Del resto, a leggere (fra le righe) l’agenda Monti, di politiche realmente “moderate” e in favore del popolo italiano, non v’è traccia. Si esalta solo l’europeismo e si promettono politiche (monetarie ed economiche) atte a garantire che l’Italia rispetti i proprio obblighi e i vincoli europei, anche se questi vanno (o andassero) contro i suoi stessi interessi.


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