I monaci benedettini stanno a pregare ma l’abate è sul portone ad aspettare. Arriva Enrico con la sua truppa e chiede ospitalità in nome di un governo di grande unità.
- sei venuto, fratello, a pregare o sei venuto a lavorare?
- perché, padre, mi fa questa domanda, in verità sono venuto a rinfrescar la mente mia.
- e chi sono cotesti pellegrini che ti seguono nel tuo cammino?
- non sono pellegrini, o padre abate, è gente frastornata che non sa quadrare i conti della nazione.
- il nostro padre san Benedetto ci ha scritto una costituzione con due semplici parole : ora et
labora.
- meraviglioso, padre abate, noi pure vorremmo cambiare la nostra costituzione che di parole ne ha tante che non sappiamo qual è bona e qual è mala, quale praticare e quale dimenticare.
- ah! La vostra causa è tanta complicata che un povero abate darvi non può alcuno aiuto.
- oh padre abate, fateci entrare, nulla chiediamo, vos orate et nos laboramus.
- chi non ora, non labora e chi non labora non ora. Qui non siamo in vostro parlamento dove omnia sunt spartogna. Dunque, venite, entrate nel santuario et orate in primis cum sancta litania.
Letta: sancte benedicte
Ministri: ora pro nobis
Letta: sancte Antoni
Ministri: ora pro nobis
Letta: sancte Enrice
Ministri: ora pronobis
Letta: sancte Francisce
Ministri: ora pro nobis
Letta: ab omni malo
Ministri: libera nos, domine
Letta: ab omni peccato corruptionis
Ministri: libera nos, domine
Letta: ab imo propter prima domum
Ministri: salva nos, domine
Letta: ab ira berluschis
Ministri: libera nos, domine
Letta: ab insidia mattei caput Florenziae
Ministri: libera nos, domine
Letta: a fulgore brunettescae et compagnerum
Ministri: libera nos, domine
Letta: a gryllis et omnibus muscerinibus
Ministri: libera nos, domine
Letta: ab tempestate ventula
Ministri: libera nos, domine
Letta: a subitanea morte guberni
Ministri: libera nos, domine
Letta: sancte Giorge
Ministri: bendedicite et intercedite pro nobis
