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Joe the Barbarian

Creato il 16 settembre 2011 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

Ultimus Alpha ti ha detto come stanno le cose, ragazzo. Questo racconto di favole è un viaggio di sola andata per l’inferno”.

Joe the Barbarian> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="360" width="240" alt="Joe the Barbarian >> LoSpazioBianco" class="alignright size-full wp-image-34355" />Il primo numero dell’ultima impresa di Grant Morrison targata Vertigo finisce così. Joe Manson, un adolescente orfano e diabetico, figlio di un soldato americano falciato dalla guerra e di una madre alle prese con problemi economici, è un creativo. Disegna mondi. Mondi che gli servono per affrontare una realtà che non accetta.
Ma nel momento in cui Joe rischia la vita in quella realtà che ritiene inaffrontabile, in piena crisi ipoglicemica, solo in casa con l’unico aiuto di Jack, il suo topolino, l’inconscio lo porta a combattere la battaglia per la propria sopravvivenza in quel mondo che ha creato, il Regno di Ferro, in cui soldati, giocattoli ed eroi dei fumetti e cartoni animati di Joe sono in guerra contro il malvagio Re Morte di Hypogea, il male assoluto. Joe è il Ragazzo Morente della profezia trasmessa dal Re Pirata dei Pirati che libererà il mondo; verrà seguito nella sua lotta da Chakk il Barbaro, un topo antropomorfo, da Smoot, il più alto tra i nani pirati e da Zyxy, una giovanissima tecno “maga”.
Non c’è scampo: Joe The Barbarian è una favola. E, come ogni favola, finisce pure bene. Ci aveva già abituato con We3, lo scozzese: qualsiasi brutalità possa accadere, tutto andrà per il verso giusto, alla fine. Dentro questo piccolo scrigno di idee, saturo della perdizione claustrofobica infantile di Ende e della tematica del pensiero creativo nel fanciullo, che impregnava le pagine più docili di Flex Mentallo, l’autore scozzese ci mette davanti ad una storia, tutto sommato, come tante altre. Di crescita. Difficoltosa, certo, ma sempre crescita. L’infanzia, rappresentata dalla fantasia, si scontra con la coscienza adolescenziale di un mondo perennemente in guerra che ha portato alla morte del padre, vista da Joe come la rovina della sua vita e fonte principale della sua arrabbiatura adolescenziale, nonché la fine dell’innocenza.
Il tutto splendidamente reso dal tratto schizzato di Sean Murphy, vicino ad alcuni lavori di Sienkiewicz, ma con una semplicità di forma a tratti disarmante che rende pienamente l’atmosfera onirica della favola nera di Morrison.
Non un capolavoro, indubbiamente, ma comunque un fumetto godibile, insolitamente scorrevole, con chiavi di lettura cui, tutto sommato, mamma e le fiabe della buona notte ci hanno preparato.

Abbiamo parlato di:
Joe The Barbarian
Grant Morrison, Sean Murphy, Dave Stewart
DC Comics/Vertigo, settembre 2011 (marzo 2010-maggio 2011)
244 pagine, hardcover, colori, 29,99$

Joe the Barbarian> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="178" width="600" alt="Joe the Barbarian >> LoSpazioBianco" class="aligncenter size-full wp-image-35168" />


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