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L’Agone #90 – Deragliamento

Creato il 20 gennaio 2011 da Oblioilblog @oblioilblog

L’Agone #90 – Deragliamento

Difesa by Silvio Berlusconi, fase due: contrattacco.

La ritirata a mo’ di testuggine era durata fin troppo per gli standard del Cav. e così, secondo il suo consueto modus operandi, parte l’operazione terra bruciata. Proteste, schiamazzi, minacce. Così parte la reazione al Rubygate.

Ormai l’arma da fuoco privilegiata è il videomessaggio. Un mezzo affidabilissimo e più efficace di un’intervista, un comizio o una conferenza stampa: testo preparato, nessun interlocutore che possa far domande, niente contestazioni, possibilità di alzare i toni e digrignare i denti.

Le parole sono affilate, aggressive.

I magistrati hanno compiuto violazioni di legge incredibili tese a sovvertire il voto popolare.

A partire dal gennaio del 2010 Arcore è stata sottoposta a monitoraggio continuo allo scopo di controllare tutte le persone che entravano e uscivano. Il tutto con l’utilizzo di tecniche sofisticate degne di una retata contro la mafia o la camorra.

In quella casa svolgo funzioni di governo e di parlamentare, le violazioni dei PM sono particolarmente gravi perché contrarie ai più elementari principi costituzionale. L’unico tribunale competente è quello dei ministri perché i fatti contestati sono stati commessi in qualità di Presidente del Consiglio. La Procura di Milano non è né funzionalmente, né territorialmente legittimata ad indagare.

Vorrei andare immediatamente dai giudici per difendermi da accuse assurde che sarebbe facilissimo smontare, ma non posso farlo perché si tratta di PM che vogliono utilizzare questa vicenda come strumento di lotta politica.

Le ragazze coinvolte nell’inchiesta, testimoni e non indagate, sono state perquisite con il più totale disprezzo della dignità della persona e della loro intimità: sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente. È una procedura irrituale, violenta e indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza un’adeguata punizione.

Sono  sereno: il Governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini.

Un paio di obiezioni: perché se il premier è così smanioso di andare a giudizio, il suo avvocato ha posto il veto sulla perquisizione del suo tesoriere imponendo la richiesta di autorizzazione parlamentare e allungando così l’attesa?

Se vuole farsi processare, che problema c’è nel farlo a Milano? Non saranno ovviamente i PM che stanno indagando su di lui a processarlo. Perché tutta questa decisione nello spostare il tutto a Monza? Giudici compiacenti? Previti è tornato a piede libero, vuoi vedere che ha oliato qualche meccanismo?

Poi, uno stato di diritto, come dice lui, è quello in cui il Presidente del Consiglio minacci un altro potere di ritorsione se non la smette di fare il suo lavoro?


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