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L’assassino di Robert Kennedy afferma di esser stato sotto controllo mentale

Creato il 01 dicembre 2011 da Neovitruvian @neovitruvian

L’assassino di Robert Kennedy afferma di esser stato sotto controllo mentaleSirhan Sirhan

Abbiamo visto nei precedenti articoli (in particolare in Origini e Tecniche del controllo mentale Monarch) che ci sono diversi tipi di programmazione per il condizionamento mentale tra cui la Programmazione Delta, che viene anche chiamata “programmazione killer”. Sirhan Sirhan, il “folle solitario” che uccise RFK afferma di esser stato sotto il controllo mentale quando commise l’omicidio. Questi fantocci purtroppo vengono usati molto più spesso di quanto si pensi nel portare a termine, senza fiatare, missioni di alto livello e programmati addirittura, per confessare tutto. Se qualcosa va storto, il suicidio fa parte della loro programmazione. Ecco un articolo proveniente da Yahoo News sul caso di Sirhan Sirhan.

L’assassino di RFK, Sirhan Sirhan sostiene la teoria del complotto, cerca la scarcerazione

Gli avvocati di Sirhan Sirhan, l’uomo che ha assassinato Robert Kennedy nel 1968, hanno chiesto che venisse rilasciato dalla prigione, sostenendo il fatto che fosse stato vittima del “controllo mentale”.

Dopo meno di una settimana dall’anniversario dell’assassinio del presidente John F. Kennedy, gli avvocati di Sirhan hanno presentato la loro teoria del complotto su Kennedy, sostenendo che nel processo a Sirhan nel 1969 vennero ignorate le prove che vi fossero due tiratori presenti durante l’assassinio di RFK. Il team legale di Sirhan sostiene anche che il revolver trovato addosso al loro cliente, non sarebbe l’arma con cui è stato ucciso Kennedy.

“Anche se la pratica della programmazione/controllo mentale tramite ipnosi non è affatto nuova, il pubblico è ignorante riguardo al lato oscuro di questa pratica”, si legge dalla documentazione processuale di Sirhan. “La persona media non è a conoscenza che l’ipnosi può e viene usata per indurre una condotta anti sociale negli esseri umani.”

Gli avvocati William F. Pepper e Laurie D. Dusek sostengono che Sirhan meriterebbe per lo meno un nuovo processo, affermando che, quello originale, nel 1969 fu una frode in quanto la corte permise che venisse utilizzato un proiettile sostitutivo al posto del proiettile originale, rimosso dal collo di Kennedy .

Gli avvocati di Sirhan dicono inoltre di aver recentemente scoperto le registrazioni audio che dimostrano che vennero sparati ben 13 colpi al momento dell’attentato a Kennedy. Come spiega la CNN, i dettagli risultano ancora più intricati:

Gli avvocati sostengono inoltre che Sirhan venne ipno-programmato per fungere da diversivo al vero assassino, il fatto che sia arabo avrebbe poi facilitato anche la propensione al giudizio di colpevolezza. Sirhan, 67 anni, è un palestinese cristiano nato a Gerusalemme che nel 1950 assieme alla famiglia emigrò negli States.

  Sirhan “fu un partecipante involontario dei crimini commessi in quanto venne sottoposto a sofisticate programmazioni ipnologiche e tecniche per impiantare memorie che lo resero incapace di controllare coscientemente i suoi pensieri e azioni al momento in cui i crimini vennero commessi”.

L’ufficio del procuratore generale della California si è finora rifiutato di commentare alle affermazioni di Sirhan.

Sirhan Sirhan da tempo va avanti a dire di non ricordare il momento dell’assasinio. Daniel Brown esperto di ipno-programmazione alla Harvard Medical School ha recentemente lavorato con Sirhan, dicendo di averlo aiutato con successo a ricordare l’assassinio. Brown afferma che Sirhan nel 69, a causa del controllo mentale, pensava di trovarsi in un poligono di tiro.

Pepe e Dusek hanno rappresentato Sirhan anche durante il suo recente tentativo (fallito), di ottenere la condizionale.

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