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L’ultimo dei grandi

Creato il 25 dicembre 2011 da Fabry2010

Pubblicato da mbaldrati su dicembre 25, 2011

L’ultimo dei grandi
Giorgio Bocca era un grande. Dalle colonne dell’Espresso ogni settimana sferzava la pessima politica italiana, e l’opportunismo, il qualunquismo, l’egoismo, che stanno alla base dell’involuzione che ha rovinato questo paese. Parlare di “italiani” è sempre rischioso, e spesso sbagliato, perché significa generalizzare, fare di tutta l’erba un fascio. Forse solo Giorgio Bocca poteva permetterselo. Nella sua scrittura essenziale, veloce, secca, vibrava tutta l’indignazione e la rabbia fredda di chi ha vissuto grandi epoche, ha condiviso grandi ideali ed è costretto ad assistere, nell’ultima fase della sua vita, alla salita al potere di personaggi meschini, corrotti, amorali, che usano le istituzioni nate dalla Resistenza per scopi privati. Ultima penna magistrale del giornalismo moralista italiano, ha denunciato per anni la falsità del berlusconismo, il suo disprezzo per la Costituzione e per la cosa pubblica, l’esaltazione del malaffare e il consenso di cui, nonostante tutto, ha goduto. Nella sua lunga vita ha commesso errori, talvolta ha scritto cose discutibili, ma chi è esente da sbagli? Uomini come Giorgio Bocca hanno osato, ci hanno messo, per così dire, la faccia. E la sua faccia forse più autentica era quella che compariva nella rubrica l’antitaliano, due colonne di scrittura al vetriolo, pessimista, spietata, veicolata da uno stile che forse nessuno, oggi, è più in grado di produrre.
Giorgio Bocca è morto oggi, il giorno di Natale del 2011, a 91 anni. Era un grande, e come tale molti di noi lo ricorderanno (mb).


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