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La depressione giovanile. 2 parte

Da Psychomer
by Maria Concetta Antelmi on novembre 11, 2011

Questo disturbo dell’umore può portare a conseguenze gravissime, fino al  suicidio, che in età giovanile, rappresenta la terza causa di morte nella fascia di età compresa tra i 10 ed i 24 anni. Sia il suicidio che il tentato suicidio giovanile rappresentano, molto spesso, l’esito di una depressione non curata.

Il mancato trattamento della depressione giovanile, in soggetti che abbiano effettuato uno o più tentativi di suicidio, può comportare, dopo l’età adolescenziale, il peggioramento dei sintomi ed un aggravamento della diagnosi, rendendo il lavoro sull’adulto più difficile di quello che sarebbe stato sul giovane, con notevole riduzione delle possibilità di successo. Pertanto, la diagnosi precoce ed un trattamento etico e responsabile sono i passi necessari per portare alla guarigione del ragazzo in difficoltà.

Molti sono gli studi sui farmaci contro la depressione. Ad esempio gli antidepressivi possono essere utili nel correggere le alterazioni chimiche del cervello responsabili della depressione, aumentando, la funzione svolta dai neurotrasmettitori quali la serotonina, la noradrenalina e la dopamina.

Si consiglia come terapia della depressione infantile e giovanile quella della duplice strada (terapia combinata), ossia psicoterapia e farmacoterapia.

Il trattamento psicoterapeutico è da prendere in considerazione all’insorgenza dei primi sintomi di depressione, in modo da ridurre  il rischio di suicidio.

Sottolineiamo che il trattamento farmacologico, in ogni caso combinato alla psicoterapia, deve essere riservato alle forme gravi. Inoltre, non tutte le classi di farmaci possono essere utilizzate nei bambini e negli adolescenti.

Come anticipato gli adulti non percepiscono facilmente questo disturbo, allora ci si chiede: Cosa possono fare i genitori?
- stare il più vicino possibile ai propri figli, senza opprimerli, ma imparando a conoscerne le emozioni e esigenze;
- se si nota un cambiamento anomalo non sottovalutarlo, ma provare a capirne l’origine e se può rappresentare un disagio serio;
- imparare ad ascoltare gli adolescenti, cogliendoe ogni richiesta di aiuto;
- se la depressione c’è, imparare ad essere pazienti, disponibili, comprensivi e sensibili, per aiutare il giovane in maniera positiva;
- trasmettere al figlio depresso fiducia e speranza, sia in se stesso sia nel futuro;
- i genitori dovrebbero anche imparare a riconoscere i propri limiti e i possibili errori commessi, che involontariamente possono aver influito negativamente sui figli.

E’ importante non lasciate niente al caso!


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