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"La metà di Sophia":reportage dalle periferie romane

Creato il 22 giugno 2014 da Lucia Savoia

Uscito nel 2008 "La metà di Sophia" di Marco Baliani, attore,autore e regista teatrale, ci porta in quello che può sembrare il reportage di un giornalista mosso dai ricordi e dal fragore del presente.L'autore, infatti, ci conduce,partendo da via dell'idroscalo, nelle periferie romane tra Trovajanica e Acilia.Circonda di brevi storie i luoghi a cui torna con la mente e attraversa con la penna.
Tra depositi malandati,case abusive ed erbacce Baliani apre la sua opera con Elidora intenta ad ascoltare i racconti provenienti dalla statua di un poeta morto,in un atto volto ad invogliare il lettore all'ascolto e all'attenzione.Le tracce di una società isolata nel proprio mondo,nelle fantasie,nei ricordi e nelle ossessioni percorre il romanzo, alimentando l'immaginario decadentedello scorcio di terra che ha l'odore di mare e l'aspetto dell'abbandono.
Ogni personaggio riporta ad una "bellezza crudele" insita dentro di se o nel paesaggio che lo circonda.

Spiaggia "Coccia di Morto"

La benzinaia con la tuta da meccanico che predice verità semplici seppur dalle molteplici interpretazioni,Il fotografo dei detriti alla spiaggia "Coccia di Morto",l'uomo volto ad un sacro coito con la madre terra,la cavia coperta da segreto internazionale,il Monco che raccogliendo storie di chi costruendo ha realizzato un sogno, si fa forza per realizzare il suo.Una ad una le storie di questi personaggi si susseguono fino ad arrivare al racconto che da il titolo al libro; la metà di Sophia,il busto della Loren nazionalefatto di gesso ed eretto a oggetto di culto.(...)
Baliani fonde il ritrovo di amici e il ritorno a vecchi ricordi attraverso le storie "fantastiche" quanto verosimili di uomini e donne dai tratti bizzarri, come mostri partoriti dalla fantasia dello scrittore.

Borgate Romane anni sessanta

Ci porta nella parte di mondo che sopravvive in una dimensione parallela, ma distaccata, alla nostra.Tra gli esseri umani vissuti allo stato brado,i rifiuti sputati dal Tevere,i detriti lasciati a morire,le antichità coperte di fango.Una modernità che passa e lascia le peggiori tra le tracce.
Con uno stile semplice, quasi giornalistico,diretto ed efficace ,grazie anche all'utilizzo dei dialetti regionali,Baliani sfiora il neoralismo creando quella che potrebbe essere considerata : una perfetta cronaca dalla periferia .Articolo originale di Sentieri letterari. Non è consentito ripubblicare, anche solo in parte, questo articolo senza il consenso del suo autore. I contenuti sono distribuiti sotto licenza Creative Commons.

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