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La recensione di Before Midnight con la coppia E. Hawke e J. Delpy

Creato il 30 ottobre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

30 ottobre 2013 • Recensioni Film, Vetrina Cinema •

Il giudizio di Claudia Catalli

Summary:

Ci risiamo. La trilogia amorosa che ha fatto trepidare un’intera generazione sfodera il suo asso nella manica: tutti coloro che hanno incontrato Jesse e Celine su un treno per Vienna, nel 95, e li hanno rincorsi per Parigi, nel 2004, hanno un appuntamento che li aspetta al cinema il 31 ottobre. E a cui non possono mancare, pena altri dieci anni di attesa. E’ Before Midnight, nuovo, appassionante, incontro sentimental-verbale firmato Richard Linklater, già applaudito all’ultima Berlinale, con l’eterna coppia Ethan Hawke e Julie Delpy in grande spolvero, di nuovo nei duplici ruoli di protagonisti e co-autori di sceneggiatura.

Li ritroviamo in Grecia, hanno quarant’anni ormai, sono sposati ma non vi sveleremo oltre: i lunghissimi dialoghi e piani-sequenza del film vi racconteranno il resto, e capirete cosa davvero è successo dopo quella notte a Parigi, come si siano evolute in questi dieci anni le vite dei protagonisti. La formula è sempre la stessa: concentrarsi sui dialoghi e sulla forza espressiva dei due attori, senza temere di affondare nel già detto e nelle banalità. Perchè analizzandoli, con opportuna dose di cinismo o semplicemente lucidità, i dialoghi di questa trilogia sembra piacciano proprio perchè banali, come tutte le più sincere dichiarazioni d’amore: ci si dice sempre le stesse cose, in tutte le storie, da ogni parte del mondo.

Before Midnight - Scena Film

Before Midnight – Scena Film

L’approccio, il corteggiamento, la conquista, la condivisione, la gelosia, il confronto, lo scontro, la riconciliazione. Dinamiche che risalgono all’alba dei tempi, e che le parole sanno raccontare solo fino a un certo punto. Poi contano i gesti, i fatti, gli sguardi, il ritrovarsi su un letto a petto nudo e non riuscire a fare l’amore. Perchè la vera svolta narrativa di questo terzo capitolo è la verosimiglianza: finalmente, i due amanti perfetti (e melensi) dei primi due film, che hanno fatto la gioia di platee di spettatori innamorati, assumono i contorni di una coppia matura, adulta, vera. Che ha dei problemi, e prova ad affrontarli. Una coppia tutt’altro che idilliaca, dove ci si urlano dietro le proprie mancanze e frustrazioni.

C’è una lunga, memorabile, sequenza nella camera da letto, la più intensa della trilogia, dove il pathos valica lo schermo e trafigge lo spettatore (sì, anche il più cinico, anche quello che aveva sbadigliato di fronte agli altri due capitoli trovandoli, tutto sommato, nient’altro che una storia d’amore superficiale confezionata ad arte per compiacere il pubblico – anche costui dovrà ricredersi). “Ti sto dando la mia vita intera ok? Non ho nient’altro di più grande da darti, non lo sto dando a nessun altro al mondo. Se cerchi il permesso di screditarmi, non te lo darò ok? Io ti amo”, sbotta un rabbioso Hawke, prima di stilare un’interminabile lista di ciò che rende l’una insopportabile agli occhi dell’altro, e viceversa.

Una riflessione amara sulle conseguenze dell’amore, sui compromessi che si accettano e le frustrazioni che si ingoiano, sul tempo che passa e i sogni traditi, sulla malinconia e la bellezza struggente di un tramonto. “Ancora qui. Ancora qui. Ancora qui. Andato”, sussurra Celine, e il sospetto che più che del sole stia parlando della freschezza di un sentimento logorato dagli anni e dalla vita s’insinua sotto la pelle. Finisce l’estate, finisce la loro serata romantica, si chiude la trilogia. Ma ogni fine in quanto tale segna sempre un passaggio, e un nuovo inizio. Che parte da un ricordo, da un dettaglio, da uno sguardo. All’improvviso, prima di mezzanotte. Per dirla con una battuta del film che racchiude l’intero senso della trilogia: “Come l’alba, come il tramonto, appariamo e scompariamo. Siamo così importanti per qualcuno, ma siamo solo di passaggio”.

Di Claudia Catalli per Oggialcinema.net

Before MidnightEthan HawkeJulie DelpyRichard Linklater


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