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La Storia Indiana dei Due Lupi.

Creato il 15 aprile 2013 da Simor @SimoneMoroni1
due lupiSi narra di un vecchio Cherokee seduto davanti al tramonto con suo nipote. Il bambino chiede: “Nonno, perchè gli uomini combattono?” Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma. “Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perchè lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.” “Quali lupi nonno?” “Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.” Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra di loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine, il vecchio che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo. “Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore e senso di inferiorità.” Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto. “E l’altro?” “L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.” Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato.
Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero. “E quale lupo vince?” Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti. “Quello a cui dai da mangiare.”

 

Di storie come questa, sul bene e il male, sul web ne circolano molte. Un pò come l’angioletto e il diavoletto, uno alla destra e l’altro alla sinistra della nostra testa, che ci spingono a fare il bene o il male. Questa però mi ha colpito particolarmente, perché mette in evidenza che noi abbiamo la possibilità di scegliere se alimentare i pensieri positivi o quelli negativi.

Se tu dai ascolto solo al lupo cattivo ( o al diavoletto ) che ti dice: ” Tu non sarai mai in grado di parlare in pubblico”, oppure ” Dai lascia stare che te la fai sotto dalla paura!”, non potrà che essere così. Se dici: “Ma si ha ragione lui, io sono fatto così, non ci posso fare niente. Sono timido, introverso, ho paura di espormi al giudizio degli altri”, non farai mai nessun passo avanti per migliorare.

Per questo è importante che nella comunicazione con noi stessi usiamo le parole giuste, per dirigere il nostro focus dove vogliamo e raggiungere i nostri obiettivi.

Per prima cosa devi eliminare le parole negative, perché il nostro cervello non pensa in negativo, ma in positivo. Facciamo un esempio: se ti dico ” Non pensare ad una palla rossa”, qual’è la prima cosa che ti è venuta in mente? Una palla rossa, vero? Se voglio farti immaginare una palla blu, devo dirti ” Pensa ad una palla blu”.

La stessa cosa succede se dici a te stesso: “Non voglio emozionarmi come l’altra volta”. Il tuo cervello immaginerà la situazione dell’altra volta, in cui ti sei emozionato e forse hai fatto una brutta figura, e si predisporrà per vivere un altra situazione simile.

Molto meglio invece formulare frasi del tipo: “Voglio fare una bella presentazione”, “Voglio parlare in modo tranquillo e rilassato”, “Voglio fare gesti espressivi” e via dicendo. Quindi devi parlare al tuo cervello in maniera positiva; è il primo passo per raggiungere i tuoi obiettivi.

In questo modo stai dando da mangiare solo a pensieri positivi e fai morire di fame quelli negativi. Così nella lotta interna tra i due lupi, sarà quello buono e positivo che vincerà.

Lascia un commento e fammi sapere cosa ne pensi.

A presto.

Simone.


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