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La tormentata stagione dei Phoenix Suns

Creato il 06 maggio 2015 da Basketcaffe @basketcaffe

La regular season dei Phoenix Suns è finalmente in archivio, quindi almeno fino alla riapertura del mercato i poveri tifosi della franchigia dell’Arizona potranno abbassare la guardia senza temere nuove manovre al limite dell’autolesionismo portate avanti dalla dirigenza Suns. Una partita vinta nelle ultime 11 ed un record negativo di 39W-43L fotografano in maniera precisa la stagione fallimentare di Phoenix, partita con ben altre aspettative.

Ripercorrendo la cronistoria dell’attuale stagione due date hanno in qualche modo indirizzato la squadra verso una stagione dal record perdente:

  • 12 Luglio 2014: I Suns completano una trade con i Sacramento Kings che scambiano il playmaker Isaiah Thomas in cambio di una trade exception. Il piccolo play arriva quindi in Arizona in una squadra che in cabina di regia annovera già Goran Dragic, Eric Bledsoe ed il rookie Tyler Ennis.
  • 19 Febbraio 2015: Phoenix infiamma la trade deadline partecipando a tre diverse trattative a tre squadre. Al termine delle contrattazioni i Suns accoglieranno in Arizona quattro volti nuovi (Marcus Thornton, Kendall Marshall, Brandon Knight  e Danny Granger) in cambio dei contratti dei fratelli Goran e Zoran Dragic, Miles Plumlee, Tyler Ennis ed Isaiah Thomas (arrivato a Luglio).

Sopratutto quanto accaduto nel mese di Febbraio lascia intendere come la strategia di Phoenix sia cambiata nel corso della stagione: date le poche chance di arrivare ai playoffs si è deciso di svendere l’argenteria portando a casa contratti in scadenza e prime scelte. E questa manovra non è piaciuta affatto al regista della squadra Goran Dragic che poco prima di quel 19 Febbraio ha deciso di dire addio ai Suns manifestando il suo disappunto a mezzo stampa:

Non mi fido più di loro. E’ successo troppe volte che abbiano fatto promesse e non le abbiano mantenute. Avrò sempre ricordi postivi legati a Phoenix, ai tifosi e alla città, ma sono arrivato a un punto della mia carriera in cui per me e la mia famiglia è meglio andare avanti.

Sulle parole dello sloveno non si può che asserire: da troppi anni Phoenix manca puntualmente i playoffs ed i tempi in cui il duo Nash e Stoudemire infiammavano il parquet dell’US Airway Center sono decisamente lontani. L’ultima apparizione alla post season della franchigia dell’Arizona risale alla stagione 2009-10 dove i due su citati viaggiavano (in regular season) rispettivamente a 16.5 punti e 11 assist il primo e 23.1 punti e 8.9 rimbalzi il secondo.
Analizzando le statistiche dei Suns versione 2014 si può osservare come la franchigia abbia mantenuto le caratteristiche tipiche della squadra molto aggressiva in contropiede ma allo stesso tempo inconsistente nella propria metà campo:

Pro&Contro nella stagione di Phoenix

Approfittando quindi delle “vacanze anticipate” la dirigenza Suns avrà tempo e modo di impostare il progetto tecnico per la prossima stagione.
La riconferma di Jeff Hornacek a capo della squadra è cosa scontata, meno la permanenza in Arizona dei vari Wright, Thornton, Gerald Green, Granger e Brandon Knight tutti free agent quest’estate (l’ultimo con opzione di qualifying offer).

Lecito pensare che si punterà su chi continuerà a vestire la maglia Suns (Bledsoe, i fratelli Morris, Alex Len e pochi altri) approfittando del tesoretto di 20M$ risparmiati per corteggiare qualche top free agent. Senza dimenticare la lotteria del draft, dove Phoenix potrà mettere sul piatto una prima scelta quest’anno e due prime scelte nei prossimi draft (2016-2017-2021).
La possibilità di trasformare questi Suns in una squadra almeno da playoffs ci sono eccome, ma come spesso accade non sempre le intenzioni di tifosi, giocatori e dirigenza trovano un punto d’incontro.

 

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