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La Voce del Silenzio

Da Antonio

Febbraio 1968, a Sanremo, come da tradizione, prende il via la diciottesima edizione del Festival della Canzone Italiana. Il malinconico ricordo del suicidio di Luigi Tenco aleggia prepotente sulla popolare kermesse, la quale, nonostante tutto, vuole comunque regalare le consuete gioie musicali ad un paese fortemente scosso da lotte socio-politiche
destinate a cambiare radicalmente il volto dell’Italia.

Il sempiterno Paolo Limiti (allora giovane ventottenne) scrive insieme a Mogol, che però da un contributo marginale, “La Voce del Silenzio”, una meravigliosa canzone, il cui arrangiamento musicale viene affidato al maestro Elio Isola.

Gli interpreti sorteggiati per quel brano sono Tony Del Monaco e Dionne Warwick (…e pensare che oggi a Sanremo vanno gli “Amici” della De Filippi…deprimente!), che la incise anche in inglese col titolo “Silent Voices” (ne fecero una versione tutta loro anche le Supremes).

La canzone, pur entrando tra le quattordici finaliste, con soli 28 punti si classifica all’ultimo posto (vincerà Sergio Endrigo con “Canzone per te”,…la conoscete???). Come spesse volte accade, però, il brano, passato inizialmente sotto, relativo silenzio, riacquista la fama dovuta in un secondo momento. A fargli acquisire notorietà, infatti, fu l’interpretazione che ne diede Mina, grazie alla quale “La voce del Silenzio” divenne una delle canzoni più note della storia della musica leggera italiana.

Perché vi parlo di questa stupenda canzone? Perché evidentemente io ero l’unico a non averla ancora ascoltata (per quanti lo stessero pensando: no, non sono stato ibernato su
Marte…!). Girovagando su Youtube son incappato nel video della Warwick, mi ha incuriosito il titolo, forse a causa della malinconica tristezza che intrinsecamente nasconde, e l’ho ascoltata. Devo dire che è bastata sentirla una sola volta per capire che non si trattava di una canzonetta qualsiasi, tanto è vero che non ho impiegato molto a scoprire che diversi sono stati gli artisti che hanno voluto includerla nel loro repertorio: Renato Zero, Massimo Ranieri, Giorgia, Francesco Renga, il compianto Alex Baroni, la grandissima Mia Martini e tanti altri.

È stata però la versione di Andrea Bocelli (a proposito, andate e vedete il fantastico duetto che ne vien fuori tra il tenore e quello scricciolo di Elisa) che mi ha letteralmente rapito. È stato, come si dice, amore a prima vista, in questo caso a primo ascolto!

Del resto il testo di Paolo Limiti credo sia d’una profondità ineguagliabile. L’autore, infatti, nello scriverla si è ispirato alla solitudine di sua madre dopo la scomparsa del marito, il papà.
D’altra parte la malinconia che ci lascia dentro la perdita, in qualunque modo essa avvenga, di una persona che abbiamo veramente amato è un vuoto che nemmeno lo scorrere d’una vita intera potrà mai colmare.

Alcuni passaggi nel testo sono davvero indimenticabili, forse il migliore è:

 “…ed improvvisamente, ti accorgi che il silenzio, ha il volto delle cose che hai perduto”.

Ma credo sia giusto riportare il brano per la sua interezza, ovviamente faccio affidamento alla versione di Bocelli, Mina e Dionne Warwick, infatti, cantavano al femminile (ma chi ha detto che sono solo le donne a soffrire?).

Volevo stare un po’ da solo
per pensare tu lo sai,
e ho sentito nel silenzio
una voce dentro me,
e tornan vive tante cose
che credevo morte ormai…
e chi ho tanto amato
dal mare del silenzio
ritorna come un’onda
nei miei occhi,

e quello che mi manca
nel mare del silenzio
mi manca sai molto di più.

Ci sono cose in un silenzio
che non mi aspettavo mai
vorrei una voce,
ed improvvisamente,
ti accorgi che il silenzio,
ha il volto delle cose che hai perduto
ed io ti sento amore

ti sento nel mio cuore
stai riprendendo il posto che
tu non avevi perso mai
che non avevi perso mai
che non avevi perso mai.

Volevo stare un po’ da solo
per pensare tu lo sai,
ma ci son cose in un silenzio
che non mi aspettavo mai
vorrei una voce,
ed improvvisamente,
ti accorgi che il silenzio
ha il volto delle cose che hai perduto
ed io ti sento amore
ti sento nel mio cuore
stai riprendendo il posto che
tu non avevi perso mai
tu non avevi perso mai
tu non avevi perso

tu non avevi perso mai.



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