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Le categorie ospedaliere: alla ricerca del sud

Da Maricappi
Accanto alla vecchia categoria spersonalizzante che ancora vige tra le corsie ospedaliere, la “categoria degli organi malati”: questo lassativo all’intestino, la terapia alla milza, operiamo il fegato, lo stomaco non deve mangiare, l’infarto ha un’aritmia, etc…, riservati però ai soli italiani e ne vedremo le differenze, c’è sempre un sud più sud del sud, ve ne è una emergente che semina giorno dopo giorno sfavillanti successi. E’ la “categoria degli esotici”: le compresse al marocchino, il prelievo al nero, a volte diciamo a quello di colore per darci un tocco d’internazionalità, il cinese ha la febbre, anche se è raro vederli in ospedale come se non si ammalassero mai, il mal di testa dell’albanese, il rumeno è antipatico a priori, tutti delinquenti albanesi e rumeni, forse in questa partita i rumeni battono gli albanesi, almeno in una cosa sono i primi. Nella categoria degli esotici rientrano poi quei popoli provenienti dal sud america e dal sud-est-asiatico, ma io li catalogherei come sottocategoria della categoria separati dai primi: i filippini, i peruviani, gli ecuadoregni, sono visti di buon occhio, servizievoli, rispettosi, ubbidienti, chiedono poco, non suonano campanelli e sono accuditi da una flotta di loro simili, non danno fastidio e per di più fanno da badanti ai nostri anziani per pochi spiccioli. La terza categoria, spodestata e passata in secondo piano da quando è arrivata quella degli esotici, è la “categoria dei terroni” che comprende precisamente tutti gli abitanti italiani dalla propria città in giù. Ad esempio: se mi trovo a Bolzano da Bolzano in giù, se mi trovo in padania dalla padania in giù, se mi trovo a Perugia da Perugia in giù, se mi trovo a Benevento da Benevento in giù, se mi trovo a Catanzaro da Catanzaro in giù, se mi trovo a Palermo, eh…. se mi trovo a Palermo… possiamo fare da Cagliari in giù, non si può essere razzisti tra italiani. La quarta è la “ categoria della regioneria”. Il pensiero dominante è quello che il sud, il vero sud, non ha città ma solo regioni: i calabresi ‘ndranghetosi che hanno invaso tutti i luoghi di potere soprattutto gli ospedali, i siciliani mafiosi; i pugliesi troppo ospitali a volte più dei calabresi; i campani non esistono: sono tutti napoletani; i laziali idem ai campani: sono tutti romani; i lucani non catalogati così come i molisani; i sardi non sappiamo se catalogarli al sud o al centro però è sempre meglio conoscerne uno così ci si può far ospitare al mare. La quinta ed ultima è la “categoria delle metropoli”: i sempre gettonati napoletani chiassosi, esagerati, estrosi anche nella malattia con una flotta di loro simili che li assistono al pari dei sud americani. I romani quasi come i napoletani con la differenza che il loro accento non è una lingua; i milanesi che si danno arie da cittadini del mondo, che se curati accidentalmente in ospedali non milanesi non vedono l’ora di farsi curare in un ospedale milanese, salvati dai loro simili perché si credono cittadini del nord dimenticando d’abitare al sud d’Europa. Abbiamo dunque smarrito il sud. Allora, dove si trova il sud più sud del sud?

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