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Lo strano rapporto tra Scienza e Religione

Creato il 06 ottobre 2010 da Mcg

Lo strano rapporto tra Scienza e Religione

Robert Edwards - Nobel per la medicina 2010

 

In quel selvaggio abisso,Grembo della Natura e, forse, tomba,Che non è mare o sponda, aria né fuoco Ma lor cause pregnanti in sé commiste Confusamente, in una lotta eterna,Se il Fattore Possente non costringeQueste oscure materie a farsi mondi,Nell'abisso selvaggio, cauto, Satana Sostava all'orlo dell'inferno, e vide,E ponderò il viaggio...
Quando la religione si occupa di scienza, spesso e volentieri, accadono cose che definire imbarazzanti è quasi un eufemismo. Bisogna certo riconoscere che vi sono stati tra i religiosi, scienziati di una certa importanza: ad esempio, anche se impropriamente, Gregor Mendel, frate agostiniano, viene reputato come uno dei padri della genetica. In effetti, la Chiesa fa una gran confusione soprattutto quando cerca nella scienza un'etica rispondente ai suoi canoni, o meglio ancora, quando cerca di asservire la scienza per supportare la propria etica.Ricordo, che nel gennaio del 2009, il Dott. Pedro José María Simón Castellví, presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, si proponeva alla ribalta della cronaca con una tesi, incredibile e fantasiosa, che vedeva nella pillola anticoncezionale la causa della infertilità maschile.
Le affermazioni erano tendenziose e, soprattutto, non scientificamente provate, se non addirittura letteralmente campate in aria.
Castellvì  partiva all'attacco della pillola anticoncezionale dichiarando per certo, che essa poteva avere anche effetti abortivi, impedendo all'embrione di attaccarsi alla placenta. Di fatto, esiste una remota possibilità che la pillola non faccia il suo dovere e l'ovulo venga fecondato e quindi espulso, ma a questo punto anche un'attività fisica intensa potrebbe avere gli stessi effetti sulla ignara madre. Secondo questa linea logica, potremmo   affermare che, ad esempio,  la corsa, sia da considerarsi come una pratica abortiva!
Sappiamo invece che la pillola viene assunta dalle donne anche per regolare il ciclo mestruale, per ridurre i dolori ad esso legati, nonché per poter vivere la sessualità senza la spada di Damocle di una gravidanza indesiderata.
Sempre con la logica dell'uso improprio di verità scientifiche, Castellvì ricordava quanto la pillola aumenti le probabilità di carcinoma mammario, dimenticando però di dire, che tale aumento, era da considerarsi relativo e irrisorio e che i carcinomi eventualmente sviluppatisi sarebbero comunque maggiormente trattabili grazie ad una crescita rallentata degli stessi in conseguenza all'assunzione della pillola stessa. Inoltre la pillola anticoncezionale, è accertato, diminuisce la frequenza del cancro alle ovaie, all'endometrio, dell'insorgenza di fibromi all’utero, delle cisti, nonché riduce il rischio di malattie cardiovascolari, l’arteriosclerosi, l’anemia da carenze di ferro e le malattie alla tiroide. Insomma un po' come dire che la carne rossa aumenta le probabilità di cancro all'intestino: affermazione vera, ma che così detta nega, nascondendo, le svariate proprietà di una dieta alimentare comprensiva della carne.
Ma come accennato, il massimo della fantasia sopraggiunse quando il dott. Castellvì arrivò ad affermare che ci sono

dati a sufficienza per affermare che uno dei motivi per nulla disprezzabile dell’infertilità maschile in occidente (con sempre meno spermatozoi nell’uomo) è l’inquinamento ambientale provocato da prodotti della pillola

In sostanza, l'urina delle donne che assumono la pillola sarebbe la causa dell'infertilità maschile!
Ohibò, niente di meno, e con buona pace degli inquinanti e dei regimi di vita sempre più stressanti.
Inutile dire che tali affermazioni furono confutate e derise dal mondo scientifico.
Di ieri, invece, le contestazioni del Vaticano sull'opportunità di aver insignito Robert Edwards del premio Nobel per la medicina. Il motivo riguarda sempre la problematiche che ruotano attorno alla concezione dell'essere umano. Il Dott. Edwards infatti è il padre della fecondazione in vitro, l'uomo cioè, grazie al quale quattro milioni di bambini sono nati da coppie cui la natura pareva vietare la riproduzione.
Su Radio Vaticano il professor Lucio Romano, presidente dell'associazione cattolica Scienza e Vita, parla di come il Nobel

disattende tutte le problematiche di ordine etico e rimarca che l'uomo può essere ridotto da soggetto a oggetto.

Questo sempre partendo dal presupposto pretestuoso e presuntuoso che l'Etica sia un esclusiva con tanto di copyright del Cattolicesimo.
Etica, che si erge a vette così elevate, che risultano totalmente incomprensibili, come quando padre Gonzalo Miranda, docente di bioetica all'università Pontificia 'Regina Apostolorum' a Roma, afferma  che

Edwards non meriterebbe certo il premio Nobel all'etica, semmai ce ne fosse uno

dimenticando, al solito e tra l'altro, di aggiungere l'aggettivo "cattolica" alla parola "etica", e sottolineando il fatto che

i figli devono essere il risultato di un atto d'amore non di un atto medico

come se la ricerca di un figlio di una coppia sterile fosse diverso da quello di una coppia feconda.
Il fatto che la medicina sia in grado di ovviare alla infertilità, superando problemi fisiologici e patologie, dà evidentemente  fastidio ad un'entità monolitica quale è la Chiesa, che ama rifarsi troppo sovente ai pensatori quali S. Agostino o S. Tommaso, i quali pur illuminati dallo Spirito Santo (...), ovviamente non potevano valutare alla luce delle conoscenze scientifiche  attuali.
A questo punto mancava solo il parere della Pontificia Accademia della Vita, il quale puntualmente è arrivato per bocca del suo presidente Monsig. Ignacio Carrasco De Paula:

Innanzitutto, senza di lui non ci sarebbe il mercato degli ovociti con il relativo commercio di milioni di ovociti. Secondo, senza Edwards non ci sarebbe in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri, ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire. E questo è un problema la cui responsabilità è del neo-premio Nobel

Al presidente non sovviene che scopo della scienza sia quello dare all'uomo delle possibilità nuove e che le implicazioni di scoperte o invenzioni non possono ricadere sull'inventore, ma su coloro che se ne servono. Lo stesso Nobel, da cui il premio deriva, quando inventò la dinamite, non la concepì come strumento di morte, anzi, proprio l'idea che essa potesse essere usata in contesti bellici come arma, fu motivo di grande turbamento dell'inventore.
Ma le asserzioni di Mons. Carrasco sono, in realtà, di una banalità sconcertante, assai simili a quelli precedentemente riportate del Presidente del Federazione Internazionale delle Associazioni dei medici Cattolici.
Anche perché ragionando in tal modo, se senza Edwards non ci sarebbe stato il commercio degli ovociti a questo punto possiamo anche dire che senza S.Paolo non ci sarebbero stati roghi per eretici e, se questi ci sono stati e con loro un contorno di violenza perpetrata per secoli, allora la responsabilità è da attribuirsi allo stesso S. Paolo e a tutti coloro che succedendogli ne hanno sostenuto e ampliato le idee.
Per quanto il ragionamento possa solleticare è decisamente assurdo: a ciascuno possono essere imputate solo le colpe di cui è direttamente responsabile.
Nello specifico Edwards non è colpevole del presunto, per chi lo ritiene tale, assassinio di milioni di embrioni, né delle madri nonne né di qualunque misfatto possa venire in mente a Mons. Carrasco, tanto quanto S.Paolo non è né il mandante né il responsabile morale delle azioni di Torquemada, tanto per fare un esempio.
Edwards ha donato felicità e permesso alla vita di manifestarsi laddove sembrava che la natura lo impedisse.
E se dico "sembrava" è perché, anche il cervello umano è, in qualche modo, parte integrante di quel sistema complesso che chiamiamo, per l'appunto, natura.
La realtà è che l'Etica non è esclusiva del Cattolicesimo, ne esistono altre concepite da popoli e culture differenti che non sono meno valide solo perché non derivate da presunte rivelazioni divine, cui uomini come altri si arrogano il diritto di interpretazione; etiche magari più accettabili perché in linea con i tempi e non ancorate a tradizioni vetuste e soprattutto obsolete.
Intendiamoci, che il Cattolicesimo proponga la sua, è cosa assolutamente legittima.
Magari e perché no, potrebbe farlo in modo un po' meno banale.


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