Magazine Cultura

Luci e ombre per Carlos Santana ed il suo Guitar Heaven

Creato il 28 novembre 2010 da Mickpaolino

Luci e ombre per Carlos Santana ed il suo Guitar Heaven

Nelle scorse settimane Carlos Santana, uno dei migliori chitarristi al mondo, ha partorito l’ennesimo album.

Un progetto ambizioso e pericoloso che ha visto il chitarrista messicano ripercorrere le tappe del rock attraverso le note dei brani che hanno reso celebre questo genere, un disco di cover insomma, alcune molto belle, altre pessime com’è ovvio che accada quando si invade il territorio musicale altrui.

Guitar Heaven (questo il titolo dell’album) si apre con una versione potentissima di Whole Lotta Love, celebre brano dei Lez Zeppelin, che Santana interpreta magistralmente con la collaborazione dell’ottimo Chris Cornell (Soundgarden, Audioslave) al microfono.
Coverizzare i Led Zeppelin è rischiosissimo per qualsiasi artista ed il nostro amico Carlos si salva grazie ad un arrangiamento very hard rock che evidenzia le doti vocali molto grunge di Cornell: risultato straordinario. Connubio gustoso.
Sull’onda di questa riuscita interpretazione mi sento di sottolineare la versione polifonica di Sunshine Of Your Love (dei Cream) insieme a Rob Thomas dal sapore vagamente caraibico e jazz; in Smoke On The Water era più difficile soddisfare le mie orecchie ma il duo Santana/Shaddiz non mi delude (anche se la voce è un po poco umana); da non sottovalutare nemmeno Fortunate Son (Creedence Clearwater Revival) interpretata con Scott Stapp; particolarmente belle le atmosfere sessantottine in Little Wing (Jimi Hendrix) con un grande Joe Cocker;  sufficiente infine Photograph (originale dei Def Leppard) cantata da Chris Daughtry.

Veniamo quindi alle note dolenti che ahimè sono molto dolenti.
Non bastasse violentare Back in Black degli AC/DC mortificandola sotto i colpi di un fastidiosissimo quanto inascoltabile rap e rovinare My Guitar Gently Weeps dei Beatles il caro Santana riesce pure a mettere le sua manacce su Riders Of The Storm dei Doors trasformandola in un’assurda canzoncina poppeggiante con l’aiuto dell’ex Doors Ray Manzarek: roba da far rivoltare Jim Morrison nella tomba.

In Ultimissima analisi Guitar Heaven è sicuramente un disco godibile, ritmato e studiato in ogni passaggio musicale ma mi sfugge come si possa reinterpretare magistralmente Little Wing e rovinare così tanto Back In Black nello stesso CD.



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :