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Mafia in Lombardia – sciolto consiglio Sedriano

Creato il 16 ottobre 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online
L'inchiesta sull'infiltrazione della mafia in Lombardia fa altre vittime, con lo scioglimento del consiglio comunale di Sedriano.

Photo credit: br1dotcom / Flickr / CC BY 2.0.

Mafia in Lombardia. Grave decisione del Consiglio dei Ministri, che ha deciso lo scioglimento dei Consigli comunali di Sedriano (Milano) e di Cirò (Crotone). Il provvedimento era stato richiesto dal ministero dell’Interno “al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata”. Un provvedimento grave anche alla luce dell’infiltrazione mafiosa nel nord Italia, realtà sempre più presente e ramificata, soprattutto per quanto riguarda la mafia in Lombardia, ma forse ancora poco denunciata e conosciuta dalla gente, che sembra tradizionalmente continuare ad attribuire il fenomeno mafioso al sud Italia, dimenticandosi delle persone che, come Roberto Saviano o Giulio Cavalli, denunciano ogni giorno l’infiltrazione mafiosa nel nord e la ramificazione presso le attività imprenditoriali e le realtà politiche di Piemonte, Lombardia e Veneto. L’inchiesta che ha portato Sedriano allo scioglimento è una delle più clamorose degli ultimi tempi, esplosa proprio un anno fa con l’arresto dell’allora assessore regionale alla Casa della Giunta Formigoni, Domenico Zambetti, accusato – anche questa era una prima volta – di voto di scambio con la ‘ndrangheta. In quell’operazione era avvenuto anche l’arresto, da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano di altre persone, tra cui il sindaco di Sedriano, Alfredo Celeste, condannato agli arresti domiciliari e che secondo l’ordinanza avrebbe “asservito sistematicamente le proprie funzioni pubbliche agli interessi dei privati corruttori”. Il sindaco di Sedriano, tornato poi regolarmente a guidare il Comune, si è sempre proclamato innocente e non ha mai voluto dimettersi. Nei giorni scorsi, il pm Alessandra Dolci aveva chiesto che fosse sottoposto alla sorveglianza speciale, ma il Tribunale aveva aggiornato l’udienza al 27 novembre. Nuove ombre quindi sulla galassia politica ruotante attorno ai piani più alti dell’ex giunta della Lombardia guidata da Roberto Formigoni, nuove ombre che non sembrano intaccare più di tanto l’infiltrazione della mafia in Lombardia che appare ogni giorno sempre più evidente e diffusa.

 


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