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Mica facile, ma neanche difficile

Creato il 29 ottobre 2010 da Selena
Voglia di uscire, passeggiare, e poi entrare in una libreria. Guardare, leggere, annusare. Passarci una o due ore dentro, immergermi nella cultura, nelle parole, nelle pagine, toccarle, scivolare in un mondo magico da quando son bambina, quello della carta, delle lettere, delle storie vere e inventate.
É sempre stato un momento magico, un momento di relax. Almeno in Italia.
Qui a Nerja non ci sono librerie, a parte una di seconda mano, inglese, naturalmente. Ha anche un piccola sezione con libri spagnoli, tedeschi e francesi. Una cassa con quelli italiani. Ma niente altro. Posso leggere libri spagnoli, italiani e inglesi. I manuali inglesi vanno bene, le critiche letterarie anche, insomma di tutto, ma non i romanzi, non so perché. Li posso leggere in spagnolo e italiano, ma non in inglese. Da sempre. Forse perché l'inglese era la lingua degli studi, quella dei 10 libri di letteratura noiosa da presentare agli esami orali universitari con l'aggiunta di altri 10 libri di critica. Che tanto dicevano sempre le stesse cose. Per quello in inglese non riesco a leggere un libro che m'interessa...peccato...L'eccezione é per Shakespeare, che in lingua originale merita...ma é l'eccezione, come sempre.
L'opzione é andare al centro commerciale a 30km da qui, osservare i pochi libri esposti su scaffali bianchi,  dall'aria fredda, non troppo interessante. Libri vicino a videogiochi...vicino a tv...vicino a cibo. Non é la stessa cosa.
Andare a Malaga é impensabile, Gabi ha bisogno di orari fissi, altrimenti per farlo dormire la notte é un incubo, piangerebbe per due ore, mentre che ora che seguo gli orari lui si addormenta tranquillo.
Per questo non posso organizzare una giornata a Malaga, che non ho ancora visto da quando son tornata. Da non credere!
Le mie giornate sono che alle 11 esco, a mezzogiorno ho la ginnastica di Gabi, alle 13:30 torno a casa dopo aver fatto un bel giro e la spesa, alle 14 lo metto a letto per la siesta, poi alle 14:30 lui si risveglia, chiede tetta, si riaddormenta, forse se va bene fino alle 16:30-17. Usciamo, passeggiata, alle 19:30 al massino a casa, alle 20:00 rito bagno-crema-tetta, alle 21 dorme, alle 21:30 tetta, alle 23 si sveglia....e poi vien la notte.
Va bene una settimana, con la seconda inizi a romperti le scatole, con la terza entra la nausea! Ecco, questa é la terza, ho tolto il bagno e la crema, o meglio li ho cambiati d'orario, per fortuna Gabi continua ad addormentarsi. Almeno qualcosa di diverso, altrimenti mi sentivo un robot.
Comunque mi sembra di passare la metá della giornata cercando di farlo dormire. A volte in 10 minuti é fatta, altre in 30 o in un'ora. Quando vedo che non funziona ci alziamo, torniamo in salotto finché non si gratta gli occhi.
E cosí giorno dopo giorno.
Poi vien la notte, e si sá, ci son le poppate, le ciucciate, le sveglie, e si fá di nuovo mattina.
Vorrei un cambio, ma per ora non posso. Sgarri di un'ora e tutto si complica. Per fortuna non piange. É un bimbo allegro, lui gioca, ride, ti guarda e sorride con la sua bella bocca sdentata.
Nessuno dice che sia facile, ma neanche difficile. L'unica pecca é che diventa noioso. Che vorresti fare qualcosa di diverso e non si puó.
Vedi i turisti con i loro bebé in vacanza. Pensi che non hanno orari, che fanno quel che vogliono. ti chiedi come lo fanno, ti chiedi se li drogano sti figli o direttamente nascono cosí. É come una lotteria, ti capita il bimbo dormiglione, quello piagnucolone, quello che sembra farsi di caffeina, quello che mangia a tutte le ore. Naturalmente il proprio sembra quello con la situazione peggiore.
Ma poi si trovano le soluzioni. Almeno una l'ho trovata, prima piangeva per due ore prima di addormentarsi la sera, e la siesta non la faceva. Ora fa la siesta e si addormenta senza lacrime. Direi che la mia vita é migliorata. Prossimamente troveró anche il sistema per farlo svegliare sempre meno di notte, e soprattutto per eliminare le sveglie da "tetta amica", quelle in cui giusto la cerca per sentirsi in compagnia.
Lo guardo mentre si addormenta, con quell'aria tranquilla, rilassata, le guancie arrotondate, di profilo. Lo ascolto addormentarsi, e quasi lo invidio. Perché é vero quanto dicono "dorme come un bimbo", ossia la forma migliore di dormire.
E mentre lo osservo, prima di alzarmi e continuare a fare le mie cose, m'immagino quando un giorno invece della tetta potró raccontargli le fiabe per addormentarlo, m'immagino mentre io gli leggero racconti ed avventure e lui mi dirá "mami, un'altra", e saró ben felice di continuare. Altro che videogiochi, io mio figlio lo voglio crescere con i libri, quelli dalle belle illustrazioni, quelli che fanno sognare ed immaginare, quelli che poi nei giochi fanno inventare storie incredibili.
Altro che Play Station....ma questa é un'altra storia...

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