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Nba: le sorprese del 2011

Creato il 15 agosto 2010 da Basketcaffe @basketcaffe

jj-hickson Nel 2010 Aaron Brooks ha vinto il premio di giocatore più migliorato, ma non è stata l’unica sorpresa dell’ultima stagione Nba. Abbiamo assistito all’ascesa di Sonny Weems dei Raptors, alla crescita incredibile di Russell Westbrook dei Thunder e di George Hill degli Spurs, senza dimenticare Rodrigue Beaubois e il duo dei Suns Jared Dudley-Goran Dragic. A chi toccherà nel 2011? Già nell’ultima stagione abbiamo avuto indicazioni sui miglioramenti di JJ Hickson, Joakim Noah e Shannon Brown.
Altri nomi che molti addetti ai lavori fanno sono quelli di Anthony Randolph e di Bill Walker dei Knicks, quello di JaVale McGee dei Wizards, dominante nella summer league, e Amir Johnson, che dovrebbe essere il lugno di riferimento dei Raptors al fianco di Bargnani, soprattutto dopo il ricco rinnovo di contratto. Per finire, si attende la consacrazione per due reduci da gravi infortuni come Greg Oden e Nicolas Batum, due elementi indispensabili per l’ultimo salto di qualità dei Trail Blazers.

Partiamo da Hickson: a Cleveland ha giocato un’ottima stagione in quintetto, poi nei playoffs, secondo me ingiustamente, è stato messo fuori. E’ migliorato molto nell’arco della stagione, soprattutto tecnicamente. Fisicamente è debordante, ai Cavs LeBron James lo apprezzava tantissimo ed era l’unico che poteva stare con King James a certe altitudini. Rappresenta il futuro dei Cavs nel ruolo di ala forte e potrebbe diventare uno da doppia-doppia di media. Ha chiuso l’anno passato a 8.5 punti e 4.9 rimbalzi ma in Summer League ha spazzato via tutti. Cleveland deve ripartire da lui, non certo da Jamison nel ruolo di ala forte….

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Su Shannon Brown, i Lakers hanno fatto di tutto per rifirmarlo. E’ un giocatore unico e nel sistema di Jackson ha un atletismo, un’aggressività e una voglia che nessun altro Lakers (Kobe a parte, ma non per l’atletismo) possiede. Anche nelle Finals ha dimostrato di poter essere quel tassello che dà 10-15 minuti di adrenalina e che accende il palazzo con le sue tremende schiacciate. Ormai è uno di casa a Hollywood, a maggior ragione con i miglioramenti al tiro da fuori e nella comprensione del triangolo di Tex Winter.

I nuovi Chicago Bulls si aspettano moltissimo da Joakim Noah. Il francese è perfetto nella difesa di Thibodeau per l’intelligenza, la mobilità e l’atletismo. Inoltre, con l’arrivo di Boozer, in attacco sarà libero di muoversi solo per andare a rimbalzo e schiacciare sullo scarico, senza per forza essere il riferimento in post. Lo scorso anno ha chiuso a 11+11 di media, crescendo a 15+13 nei playoffs contro i Cavs. In più ha quella tendenza a mandare fuori dagli stracci gli avversari che ricorda tanto Dennis Rodman. Il figlio di Yannick sembra il più pronto ad una stagione da protagonista.

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Protagonista nei nuovi Washington Wizards di John Wall sarà certamente JaVale McGee. In summer league ha mostrato lampi da Julius Erving per la coordinazione e la capcità di volare sopra tutti. Ha chiuso con un sostanziale 20+10 e il 68% al tiro guadagnandosi la convocazione per Team Usa. Sembra proprio che nella capitale si divertiranno con lui e Wall per gli anni a venire. Anche a Toronto sperano succeda la stessa cosa con Amir Johnson. Colangelo e Gherardini hanno investito 34 milioni sull’ex Pistons: pur sapendo che non sarà mai Bosh, deve esplodere definitivamente perchè ha atletismo, coordinazione e grande senso per la stoppata e il rimbalzo. Sembra il giocatore ideale per affiancare un elemento perimetrale come Andrea Bargnani.

Per chiudere, due coppie. I New York Knicks puntano molto su Bill Walker, ma soprattutto su Anthony Randolph, clamoroso prospetto strappato ai Golden State Warriors. Walker è stato provato anche da play, ma è un giocatore ideale per il sistema di D’Antoni per l’abilità di fare tutto, avendo ball handling, atletismo e doti balistiche più che discrete. A New York è resuscitato e in 27 gare ha sfiorato i 12 punti a sera: è un grande realizzatore e se non fosse stato per diverse operazioni, oggi sarebbe uno dei migliori atleti della Lega. Anche Randolph ha sofferto vari infortuni ma è un prospetto super: mister versatilità è uno stoppatore fuori dal normale per le braccia interminabili, ha tiro (mancino), va a rimbalzo e passa divinamente. In più è un clamoroso atleta. Ha segnato 42 punti (record) in una gara di summer league e si prepara ad essere il giocatore più importante del particolare sistema di D’Antoni.

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A Portland devono per forza continuare a credere in Greg Oden. Il centro, prima scelta assoluta nel 2007, non vuole passare alla storia per essere stato chiamato prima di Kevin Durant: lo scorso anno, si è rotto nuovamente, mentre era il migliore di Portland. Con quel fisico e quegli istinti difensivi era destinato ad essere il nuovo Bill Russell, in più in attacco era più che educato. Certo, e gli infortuni? Se resta sano è destinato a fare la differenza per Portland. Così come Nicolas Batum: ha solo 21 anni, è reduce da una stagione rovinata da un’operazione alla spalla ma i Blazers puntano talmente su di lui da rifiutare uno scambio con la quarta chiamata del Draft. E’ un’arma totale: versatile, con braccia lunghissime, grande etica difensiva, tiro da fuori più che affidabile e una capacità incredibile di fare canestro in ogni modo. Nell’Oregon, e nell’Nba in generale, sanno che se la salute sta coi Blazers, potrebbero davvero puntare all’anello.


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