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Nba outsider: Clippers e Knicks pronte a stupire!

Creato il 17 ottobre 2012 da Basketcaffe @basketcaffe

A poco meno di un mese dall’inizio della nuova stagione NBA, tutti gli occhi degli addetti ai lavori sono indirizzati sulle possibili squadre favorite alla vittoria dell’anello. Il parere unanime è che senz’altro ci sarà una finale fra i Miami Heat campioni uscenti, ed i Los Angeles Lakers super rinforzati con gli innesti di Steve Nash e Dwight Howard. Subito dopo queste squadre nelle due Conference ci sono le cosiddette “outsider” ovvero quelle squadre che pur non partendo coi favori del pronostico rimangono comunque dei team assolutamente temibili.

Partendo dalla Eastern Conference una squadra che pare abbia operato molto bene nel mercato estivo sono i New York Knicks che però un po’ per via di un passato cestistico non proprio positivo, non partono almeno fin’ora con delle aspettative di squadra veramente temibile. La franchigia della Grande Mela nelle ultime due stagioni ha sì conquistato i playoff ma è sempre uscita al primo turno dimostrando di non essere proprio all’altezza della post-season. Quest’estate la dirigenza newyorkese ha dovuto rinunciare alla sorpresa della passata stagione, ossia quel Jeremy Lin assoluto protagonista dei Knicks e dell’intera Nba che per almeno 20 gare a cavallo fra la sosta per l’All Star Game ha giocato davvero da grande del parquet, attirando su di se le attenzione di tutto il globo. New York infatti ha deciso di non pareggiare l’offertona dei Rockets da 24 milioni per tre anni di contratto, definendo quella cifra, per un giocatore seppur di talento, troppo alta. A questo punto il reparto play rimaneva scoperto, così la dirigenza di NY ha pescato tre play dal mercato dei free agent, ossia il veterano Jason Kidd, Raymond Felton, e l’argentino Pablo Prigioni (al debutto in NBA a 35 anni).
Per quanto riguarda il reparto esterni di rilievo è l’arrivo di Ronnie Brewer, pronto a colmare la perdita di un giocatore molto importante come Landry Fields volato ai Raptors. Ma forse il reparto più rinforzato è quello dei lunghi, infatti al duo Chandler-Stoudemire si aggiungono i veterani Marcus Camby e Kurt Thomas (due graditi ritorni) e Rasheed Wallace (ritirato dopo la stagione 2009-10). La versione dei Knicks 2012-13 è una squadra col giusto mix di talento e tanta esperienza, infatti New York è la squadra più anziana dell’intera Nba con un’età media di 32 anni e 240 giorni, che da un punto di vista prettamente fisico potrebbe significare più propensione agli infortuni, ma se ciò non dovesse accadere si può avere senz’altro tanta esperienza nei playoff dove le patite contano davvero tanto.

Nella Western Conference lo stesso discorso fatto per i Knicks lo si potrebbe fare per i Los Angeles Clippers, squadra che solo nell’ultima stagione pare aver imboccato la strada giusta per stare tra le grandi, dopo che negli anni precedenti la società aveva fatto degli errori assolutamente colossali. Già nella passata stagione si sono visti dei netti miglioramenti rispetto al passato, col duo Chris Paul-Blake Griffin che hanno trascinato la squadra fino alla semifinale di Conference, poi persa 4 a 0 contro i San Antonio Spurs. L’anno scorso a detta di molti il punto debole dei californiani era senz’altro la panchina, assolutamente inadeguata per una squadra che vuole competere con vere corazzate, e ad Ovest ce ne sono davvero tante. In estate la dirigenza dei Clippers ha messo a segno veri e propri colpi, infatti sono arrivati Jamal Crawford, Lamar Odom, Grant Hill, Matt Barnes e Ronny Turiaf. A questo punto il gap con le altre squadre pare sia colmato, visto che ai nastri di partenza i Clippers hanno senza ombra di dubbio una delle migliori panchine dell’intera NBA, e sembrano pronti per il definitivo salto di qualità.

Probabilmente è ancora prematuro fare pronostici ma con questi roster le due squadre se riusciranno a raggiungere la giusta quadratura, magari frenando l’esuberanza di qualche giocatore (vedi JR Smith), possono senz’altro migliorare i risultati delle passate stagioni e poi, chissà, aspirare a competere con le due grandi favorite Heat ad Est e Lakers ad Ovest.


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