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Nel ricordo di Auschwitz

Da Brunougolini

Nel ricordo di AuschwitzE’ la storia di una donna ebrea che, di ritorno dal lager, ricostruisce una vita e anche una faccia, essendo stata sfigurata. In una Berlino diroccata va alla ricerca del marito. Lo ritrova ma non sa bene se quell’uomo è un traditore venduto ai nazisti oppure no. E’ un film, “Phoenix” presentato al festival di Roma, ricco di suspense, quasi un “giallo”, diretto dal regista tedesco Christian Petzold, già affermato per “La Scelta di Barbara”. Ed è anche uno squarcio sul popolo tedesco e sul suo legame con un passato terribile.
E sempre rivolto a un passato più remoto, è il russo “Angels of Revolution”, di Alexey Fedorchenko. Parla, tra esaltazioni oniriche, non sempre comprensibili, degli anni trenta in territori pressoche sconosciuti di quella che si chiamava Unione Sovietica. Qui popolazioni come gli Ostiachi e i Nenci, ostacolano i fautori della rivoluzione d’ottobre spediti laggiù nei panni di cinque artisti capeggiati dall’incantevole Polina. Un pezzo di storia, fatta anche di orrori, riesumato con abilità e fantasia.
Un’opera in cui però è facile perdersi, cosi come è facile perdersi in “Tre tocchi” di Marco Risi. Anche qui un ribollire di storie, spesso raccontate in perfetto romanesco. Una specie di ricco documentario sulla vita di un gruppo di sei attori (tutti maschi), spesso precari, tra intrighi, amori, provini mancati, immersi nella società dei talk show e delle telenovene. Ottime interpretazioni di Massimiliano Benvenuto, Leandro Amato, Emiliano Ragno, Vincenzo De Michele, Antonio Folletto, Gilles Rocca, Gianfranco Gallo, Valentina Lodovini, Paolo Sorrentino, Francesca Inaudi. E anche questo è uno spaccato dell'Italia di oggi. Di quell'Italia in cui tanti giovani cercano disperatamente di far valere le proprie ambizioni, le proprie capacità.

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