Magazine Diario personale

Noi che…:

Da Antonio

NOI CHE…:

Noi che la penitenza era: “dire fare baciare lettera testamento”.

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.

Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella…

Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città (e la città con la D era sempre Domodossola).

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.

Noi che avevamo il nascondiglio segreto con il passaggio segreto. Noi che giocavamo a “Merda” con le carte.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.

Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!

Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly e Mark Lenders…

Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che si andava in cabina a telefonare col gettone!

Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo…

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.

Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne 2.

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario a casa era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo sull’enciclopedia, mica su Google.

Noi che il “Disastro di Cernobyl” vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days.

Noi che il primo novembre era “Tutti i santi”, mica Halloween.

Noi che a scuola con lo zainetto Invicta e la Smemoranda.

Noi che all’oratorio le caramelle costavano 50 lire e prendevamo le Rossana.

Noi che si suonava la pianola Bontempi.

Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini.

Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia.

Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi…e la sigla della provincia in arancione!

Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.

Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.

Noi che giocavamo col Super Tele perché il Tango costava ancora 5 mila lire e.. “stai sicuro che questo non vola…”

Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire.

Noi che avere un genitore divorziato era impossibile.

Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine e sui muri.

Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu, nero, argento e verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino.

Noi che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.

Noi che siamo abbiamo vissuto tutte queste cose, e tante altre, e gli altri non immaginano nemmeno cosa si sono persi!!!



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