Magazine Per Lei

parole

Creato il 15 gennaio 2011 da Silvie

Ore 20.00, fuori dal supermercato incontro un amico e collega di mio marito.

Ciao come stai, tutto bene?

Ma veramente no. Sono stanca e stressata, ho fatto una mattina d’inferno in ospedale per visite di controllo e non capisco perché in ospedale ti devono fare aspettare tre ore anche se vedono che stai con un bambino che sta impegnando tutte la task force degli ultimi vent’anni, sono arrivata di corsa in redazione con le calze scorticate fino all’interno coscia,  la prima persona che ho incrociato è la simil-diavolo veste prada che vuole sapere come mai tutto quello che mi ha chiesto solo ieri sera prima di uscire non sia ancora pronto alle 1300 quando tu sei appena entrata e hai ancora il cappotto addosso, esco alle 17.45 per essere a casa alle 1800 che faccio salire l’ansia a tutti i passeggeri dell’autobus,  mi scaravento letteralmente verso il parchetto dei giochi dove la tata mi passa un fagotto in consegna e scappa come cenerentola a mezzanotte, passo un’ora esatta a giocare tra scivoli, papere giganti e muretti alti su cui camminare in equilibrio con ancora addosso una borsa da cinquanta chili con libri e computer portatile, e quando sento di essere molto vicina alla morte, mi avvio con il bambolo verso il supermercato dove ovviamente a coda finita mi accordo di avere dimenticato qualcosa di molto importante e allora senza pensarci lascio passeggino con Innuit e borsa computer  incustoditi in coda alla cassa e corro a prendere il mancante, quando torno c’è tutto tranne il mio cervello a pensarci bene. Per finire Giancarlo è fuori Roma per lavoro, siamo senza casa e viviamo in un bed and breakfast di 20 metri quadri.

Respiro.

Ah mi fa lui, però dovresti andare da un parrucchiere.

Rumore forte. Qualcosa sbatte rumorosamente in terra.

Ora non dico l’empatia verso una poveraccia ridotta al mio stato, non dico la pena verso la madre lavoratrice con bambino, non dico le parole che guariscono come dice Obama invece di quelle che feriscono, ma un bel filino di cazzini tuoi?


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