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Paul il Re mago

Da Fiaba


Lunedì 01 Luglio 2013 07:48 Scritto da Chicco

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C'era una volta un regno, dove viveva un Re, una Regina e il loro bambino di nome Paul. Il bimbo aveva doti speciali e magiche, e amava tanto il mondo della magia. Il padre desiderava che il figlio imparasse un mestiere, e così quando compì sette anni, decise di mandarlo alla scuola del regno. Paul si rese subito conto che a scuola non avrebbe mai imparato un mestiere, poiché quello che apprendeva ogni giorno era spesso inutile, e spesso ripetitivo e quindi noioso.

Un giorno gli apparve l'Angelo custode che gli propose di chiedere al padre di lasciare la scuola per un po' e andare con lui nella foresta per diventare un mago. Paul, contentissimo per la proposta, corse dal padre e gli chiese: "Caro papà, vorrei lasciare per un mese la scuola per tentare di diventare un mago, andrò a vivere nella foresta in compagnia del mio angelo custode, poi tornerò da te, me lo lasci fare?" Il padre, che inizialmente era contrario, dopo un momento di perplessità rispose: "Va bene Paul, se alla fine del mese, quando tornerai al castello, io non ti riconoscerò, vorrà dire che sarai diventato un vero mago, e io ti consentirò di lasciare la scuola e nominerò Re, se invece ti riconoscerò dovrai tornare a scuola". Paul accettò e l'indomani si avviò con gioia nella foresta con l'Angelo.

Insieme passarono circa un mese in cui camminarono intensamente, e l'Angelo insegnò a Paul le leggi eterne dell'universo, gli mostrò le erbe e le radici selvatiche con cui prepararono diverse pozioni, e lo addestrò nel fare gli incantesimi. Paul era ormai quasi diventato un mago.

Una mattina si alzarono come sempre di buon'ora e l'Angelo disse a Paul: "Caro Paul, ci mancano solo tre giorni per terminare il nostro lavoro insieme e durante questo breve periodo ti mostrerò l'ultima cosa importante affinché tu possa diventare un grande mago, poi potrai tornare nel tuo castello". I due ripresero il viaggio e dopo una giornata di lungo cammino lasciarono la foresta per entrare in una cittadina confinante.

Era inverno e faceva tanto freddo, dopo essersi nutriti per tutto il giorno di erbe e qualche frutto selvatico che si era conservato dall'autunno, decisero di cercare un posto dove avere un pasto caldo e un letto per dormire. Videro una villa grandissima che doveva appartenere a qualcuno molto ricco e bussarono alla porta, ma nessuno arrivava nonostante si potessero sentire dei rumori di passi che venivano dall'interno. Continuarono quindi a bussare fin quando, dopo circa un quarto d'ora, qualcuno aprì alla porta. Erano i due padroni di casa che, con aria scocciata, chiesero a Paul e l'Angelo cosa volessero.

Paul rispose: "Siamo due viaggiatori in cerca di un pasto caldo e un letto per riposare durante la notte, domattina all'alba vorremmo riprendere il viaggio". I due padroni, che erano molto ricchi economicamente ma molto poveri sentimentalmente, si mostrarono molto avari e l'uomo, con aria altezzosa, rispose: "Non abbiamo né un pasto né un letto da offrire, ma se proprio avete necessità, potete accomodarvi nella stalla lì dietro" e indicò un casolare in rovina che i due utilizzavano come stalla per le loro mucche. Paul e l'Angelo ringraziarono e andarono a sistemarsi nella stalla in un angolo inutilizzato. Paul, stanco morto, si addormentò immediatamente, ma ben presto fu svegliato da alcuni rumori provocati dall'Angelo che, prima di addormentarsi, si era messo a chiudere un buco in una parete della stalla. Paul era molto sorpreso, ma era così stanco, che si riaddormentò subito dopo e dormì profondamente nonostante i rumori continuassero ancora per qualche ora. Quando si svegliò l'indomani, trovò l'Angelo che dormiva e vide che nella parete il buco non c'era più. Allora svegliò l'Angelo, andarono insieme a ringraziare i due padroni, e continuarono il loro cammino, dirigendosi nuovamente verso la foresta.

Dopo un'intera giornata di cammino, con una piccola sosta per mangiare qualche erba selvatica, i due entrarono in un piccolo paese e anche qui cercarono rifugio per la notte. Si fermarono a bussare alla porta di una casa molto piccola appartenente a due padroni molto gentili, un uomo di nome Jeremy e una donna di nome Jenny, e non appena Paul bussò, aprirono immediatamente e li fecero accomodare per farli riparare dal freddo gelido della sera. Paul chiese se potevano ospitarli per la notte, e la moglie, con aria molto amichevole, rispose: "Ma certo che possiamo, vi preparo subito il letto e intanto mio marito vi preparerà un pasto caldo, che con il freddo che avete sentito, vi farà tanto bene e vi solleverà un po', non è tanto, ma è tutto ciò che abbiamo a disposizione oggi". Paul e l'Angelo ringraziarono tanto Jenny e Jeremy, che offrirono ai due ospiti quella che avrebbe dovuto essere la loro cena, una minestra di cavolo del loro orto e del formaggio preparato con il latte della loro mucca, la sola cosa che possedevano. La mucca viveva all'aperto e nelle notti d'inverno dormiva nello stanzino della casa. Paul e l'Angelo gradirono molto la genuinità della cena e andarono a dormire nell'unico letto della casa, quello solitamente usato da Jenny e Jeremy, che si sistemarono invece su due piccole poltrone. Il giorno dopo, Paul e l'Angelo furono svegliati dal pianto di Jeremy, che sconvolta correva verso il marito esclamando disperata: "Jeremy, è morta Milky!" Era la mucca, che durante la notte era morta improvvisamente lasciandoli soli e senza l'unica fonte di guadagno che avevano. Paul e l'Angelo, molto dispiaciuti per l'accaduto, ringraziarono calorosamente i due padroni, che offrirono ai due ospiti del pane per avere qualcosa da mangiare durante il giorno.

I due viaggiatori ripresero il cammino, diretti verso casa. Paul era molto triste e un po' arrabbiato per alcuni episodi dei giorni precedenti ma lasciò sfogare la rabbia in silenzio prima di dire serenamente all'Angelo cosa l'avevo fatto arrabbiare. Quando arrivarono al castello, l'Angelo chiese a Paul perché fosse arrabbiato e Paul rispose: "Sono arrabbiato perché due giorni fa eravamo a casa di due signori che ci hanno trattato male e gli hai riparato il buco nella parete, ieri invece che siamo stati ospitati da due signori gentilissimi che ci hanno trattato calorosamente, dandoci quel poco che potevano permettersi, non hai evitato che perdessero l'unica cosa preziosa che avevano, la mucca". L'Angelo, che aveva compreso lo stato d'animo di Paul già dopo che si erano incamminati quella mattina, disse: "Caro Paul, a volte quel che accade nella vita non lo comprendiamo perché ci limitiamo a guardare l'apparenza delle cose, mentre dovremmo cercare di capire le cause che generano quel che accade. Due giorni fa, quando eravamo a casa dei due signori ricchi e avari, mi accorsi che dietro al buco nella parete c'era un baule pieno di gioielli e oggetti preziosi, e ho cercato di evitare che i due lo vedessero perché sarebbero diventati ancora più avari e attratti dalle ricchezze. Ieri a casa di Jeremy e Jenny, durante la notte è venuto a trovarmi l'Angelo della Morte, che voleva portarsi via Jenny, ma io gli ho chiesto di non farlo e così ha accettato e si è portato via la mucca. Come vedi in entrambi i casi ho agito bene, ma tu hai giudicato che mi fossi comportato male in entrambi i casi. Ora che diventerai mago dovrai sempre arrivare in fondo a quel che appare e una volta giunto alle cause capirai che quel che accade è sempre la miglior cosa tra tante possibili". Poi, dopo un attimo di pausa, aggiunse: "Devo però farti i miei complimenti per esserti trattenuto nonostante il forte dispiacere e l'arrabbiatura che hai provato, hai dimostrato tanta calma e pazienza e queste due doti sono molto importanti per un mago, ora vai da tuo padre e mostragli cosa hai imparato".

Prima di andare dal padre, Paul preparò una pozione magica che gli consentisse di trasformarsi in un usignolo. Avendo appreso molto bene gli insegnamenti dell'Angelo, la magia gli riuscì e volò nel giardino della sua reggia. Il padre era lì, e quando vide Paul, non lo riconobbe, e fu molto colpito dal bel canto dell'usignolo e dal colore meraviglioso delle sue penne. Allora chiamò la moglie per mostrarglielo e quando lei arrivò, le disse: "Guarda che meraviglia le penne di quest'usignolo, vorrei potergli chiedere di volare nella foresta da Paul per portarmi sue notizie, sono un po' preoccupato perché è passato un mese dalla sua partenza, ma non è ancora tornato". Quando finì di parlare, Paul smise di cantare e spiccò il volo. In quel momento tornò in forma umana e cadde sul prato davanti ai due genitori dicendogli: "Ciao papà, ciao mamma, sono io, sono diventato un mago, e spero che con la magia possa aiutare a rendere il nostro regno un posto meraviglioso dove vivere". I genitori lo abbracciarono e il padre lo incoronò nuovo Re, con una cerimonia in cui furono invitati tutti gli abitanti del regno. Paul, durante le celebrazioni, volle ascoltare da ciascuno di loro cosa avrebbero voluto che fosse cambiato nelle loro vite. Ascoltò tutti con molto interesse e si accorse che tutti i bambini che frequentavano la scuola avrebbero voluto qualcosa di diverso e nessuno ci andava con piacere. Decise allora che il primo cambiamento avrebbe riguardato la scuola.

Nel frattempo, decise di invitare Jeremy e Jenny a vivere e lavorare alla sua corte, così Angelo scrisse una lettera in cui chiedeva se erano disponibili a farlo e chiese a uno dei suoi piccioni viaggiatori di andare da loro e portargliela. I due accettarono volentieri e si trasferirono subito alla corte reale di Paul, che preparò per loro una festa speciale. Tutto il cibo della festa fu interamente preparato da Jeremy e Jenny e tutti gli invitati apprezzarono molto le squisitezze genuine dei due cuochi.

Dopo aver riflettuto a lungo su cosa fare con la scuola, consultandosi con il padre e l'Angelo custode, Paul decise di chiudere la scuola del regno e di sostituirla con un istituto che chiamò "Casa di arti e mestieri". Nella Casa tutti andavano con l'unico scopo di imparare un'arte o un mestiere che gli consentisse poi da grande di avviare liberamente una professione. Per questo, gli insegnamenti comuni e generali erano ridotti al minimo e dovevano servire esclusivamente come base per imparare l'arte o il mestiere. Ogni studente poteva seguire percorsi di studio diversi in base alle proprie attitudini e ai propri desideri.

I maestri si limitavano a comprendere le attitudini degli studenti e a proporgli un possibile percorso personalizzato, dando una grossa priorità alla pratica. La cosa principale nella Casa, infatti, era saper fare le cose, anziché conoscerle solo in teoria. Si poteva scegliere qualsiasi arte o mestiere, come musica, disegno, pittura, scrittura, falegnameria, poesia, geometria, calcolo, cucito, giardinaggio e tante altre. Nella Casa, a differenza della scuola, non esistevano voti né pagelle, la competizione tra gli studenti era inesistente e ci si aiutava reciprocamente. Non esistevano neanche premi alla fine dell'anno, poiché per gli studenti non era un sacrificio andare a studiare nella Casa, ma ogni giorno speso lì era per loro un grande premio.

Dopo la scuola, grazie alle sue intuizioni da mago, Paul cambiò tantissime cose e il regno divenne il più bel posto del mondo, da ogni parte della Terra arrivava gente per trascorrere qualche giorno o anche solo qualche ora. Era un piacere per tutti vedere la felicità e la voglia di fare che era presente sulle facce di tutti gli abitanti del regno.

Per quelli attratti come Paul dalla magia o che pensavamo di poter avere dei poteri speciali, fu aperta anche una scuola di magia frequentata anche da studenti che venivano da ogni parte del mondo. Quando Paul diventò adulto, conobbe una ragazza meravigliosa che insegnava "Incantesimi" nella scuola di magia, i due si sposarono ed ebbero dieci figli che, come i due genitori, avevano poteri davvero speciali. Grazie a loro, il regno di Paul continuò a essere un posto magico e incantato per tantissimi anni ancora.



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