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Perchè evitiamo la verità su noi stessi

Da Psychomer
by Matteo Radavelli on settembre 5, 2011

Le sitcom televisive molto spesso, per strappare una risata, utilizzano il sarcasmo associato a comportamenti più o meno ipocriti e contraddittori dei loro protagonisti. In realtà, se ci riflettiamo, riescono a far trasparire molto bene quanto ciascuno di noi eviti la verità su se stesso. Del resto, se fosse altrimenti, non sarebbero così accattivanti da vedere.

La rivista General Psychology ha pubblicato un articolo in cui Sweeny et al. (2010) spiegano le principali ragioni per cui ognuno di noi evita la verità su se stesso:

  • potrebbe richiedere un cambiamento delle proprie convinzioni e credenze. Si tende naturalmente a cercare e validare quelle informazioni che confermano le nostre credenze rispetto a quelle che le smentiscono;
  • potrebbe richiederci di intraprendere azioni indesiderate. Ad esempio raccontare al medico di quei strani sintomi accusati allo stomaco potrebbe voler dire sottoporsi ad esami indesiderati (o temuti). A volte preferiamo non sapere;
  • potrebbe causare emozioni spiacevoli;

In realtà, lasciando perdere le sitcom, potremmo dire che andare in profondità per scoprire la verità o scegliere di evitarla dipende da:

  • aspettativa: più le notizie che ci aspettiamo sono negative maggiore è lo sforzo per evitarle;
  • mancanza di controllo: minore è il controllo che pensiamo di avere sulle conseguenze dell’informazione, maggiore sarà la nostra motivazione ad evitarla. Pensiamo ad esempio all’esito di un esame per la diagnosi di una malattia grave;
  • mancanza delle risorse di coping: quando pensiamo di non poter gestire le informazioni (o le situazioni) che ci si pongono davanti il comportamento più spesso attuato è l’evitamento;
  • difficoltà di comprensione: più l’informazione è difficile da interpretare e meno è la voglia di sapere. A questo si ovvia solo grazie alla motivazione, che però non può essere presente in ogni attività della nostra vita;

Questo fa si che a volte facciamo del nostro meglio per evitare di conoscere noi stessi… e a volte questo ha perfettamente senso. Ad esempio, la fibrillazione atriale ha incidenza prevalentemente dopo i 70 anni. Effettuare il test per la diagnosi potrebbe portare informazioni utili o sarebbe solamente causa di stress? Conclusione: se non c’è nulla da poter fare (per curare la patologia) allora forse l’informazione peggiora solo la qualità della vita.

Attenzione: non sto dicendo di evitare qualsiasi informazione “dolorosa”. Altre volte l’evitamento porta ferite ancora più dolorose. Rifiutare di prendere l’appuntamento per il controllo di quello strano neo sulla schiena potrebbe ritardare il trattamento per il cancro.

Il trucco sta nel sapere quali informazioni evitare e quali andare a cercare, peccato che nessuno di noi abbia la bacchetta magica.

In conclusione: evitare l’informazione e quindi la verità (tornando a noi stessi) è una strategia razionale per affrontare la complessità del mondo, molto più di quanto possa sembrare a prima vista.

Tornando alle sitcom, ciò che ci fa ridere dell’ipocrisia del personaggio sono la sua umana realtà, il riconoscimento ed il disagio che stimola in noi.

Nel nostro intimo ognuno di noi sa di essere un po’ ipocrita.

Fonte: PsyBlog


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