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Perniciosi automatismi nella critica a Benedetto XVI

Creato il 11 maggio 2012 da Uccronline

Perniciosi automatismi nella critica a Benedetto XVI
 

di Alessandro Giuliani*
*biostatistico e primo ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità

L’articolo di Gilberto Corbellini apparso sul domenicale del Sole 24 Ore del 22 Aprile in cui si critica il papa Benedetto XVI per il suo supposto disamore per la scienza e il misconoscimento dei grandi benefici per l’umanità provenienti dalla scienza e dalla tecnica non meriterebbe di essere commentato se non per mettere in luce alcuni automatismi che purtroppo ottenebrano il giudizio di molta parte della nostra ‘intellighenzia’. Superiamo con un salto la curiosa posizione di chi considera un ‘nemico della scienza’ un papa che (tra le altre mille affermazioni nello stesso senso) celebra il cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università cattolica con frasi come «scienza e fede hanno una reciprocità feconda, quasi una complementare esigenza dell’intelligenza del reale» ed entriamo più nel merito della critica del prof. Corbellini.

Il suo punto fondamentale è espresso così «..proviamo anche ad essere obiettivi. E non irrispettosi verso larga parte degli abitanti di questo pianeta che ancora vive condizioni sanitarie, sociali e politiche analoghe a quelle esistenti in occidente prima dell’Illuminismo, e che diciamo di voler aiutare a star meglio. Cioè ad avvicinarsi al nostro modo di vivere. Andando contro la scienza e l’addestramento dei giovani all’uso della ragione davvero si pensa di contribuire a migliorare le cose del mondo?». Salta subito agli occhi l’incredibile contrasto di questa affermazione con la realtà della Chiesa che da sola si fa carico di circa il 30% della’assistenza sanitaria in Africa, che nelle zone più disagiate del mondo, grazie all’abnegazione ed al sacrificio dei suoi missionari consente ai giovani di andare a scuola, di migliorare il loro stato e la loro consapevolezza. Il martirio, il terribile prezzo di sangue che i cristiani stanno pagando in gran parte del mondo si deve proprio a questo, alla lotta a fianco dei fuori casta in India, alle lotte per contrastare gli stupri e le violenze indiscriminate contro le donne in Pakistan, in Indonesia, fra le migranti filippine in vari paesi musulmani …

Tutte lotte che il prof. Corbellini dovrebbe contemplare con compiacimento e ammirazione, ma no, questo non è possibile, andrebbe contro il suo sistema di pensiero per cui la Chiesa DEVE ESSERE IRRAZIONALE ED OSCURANTISTA. E lo capiamo da un piccolo particolare, la parola ‘Illuminismo’ messa a discrimine tra un periodo di barbarie sociale e condizioni socio-sanitarie orribili e l’inizio della vera civiltà. Una persona sensibile ed esperta come il prof. Corbellini di cui ricordo con gran piacere un bellissimo saggio sulla storia della malaria in Italia in cui faceva notare come il netto declino della mortalità iniziasse ben prima dell’eradicazione del vettore e fosse dovuta al netto miglioramento delle condizioni di vita (con conseguente incremento delle difese immunitarie della popolazione), in cui spiegava bene l’importanza dell’uso del chinino (anche se tralascia di rimarcare che l’uso del chinino, scoperto dai Gesuiti, fu a lungo osteggiato nelle colonie inglesi in quanto ‘perfida invenzione della cattolicità’ e quindi per definizione inattivo o pericoloso), dovrebbe sapere che la ‘transizione epidemiologica’ dalle nostre parti è molto più tarda dell’Illuminismo e data (con minime differenze da paese a paese) al periodo tra gli anni trenata e cinquanta del secolo scorso. Il prof. Corbellini sa di sicuro che la rivoluzione industriale in Inghilterra portò ad un netto peggioramento delle condizioni di salute della popolazione con un drammatico aumento di morbidità e mortalità. Sa benissimo insomma che l’indubbio miglioramento delle condizioni materiali delle popolazioni dovuto allo sviluppo della scienza e della tecnica ha avuto storia, motivazioni e dinamica molto più complesse rispetto ad un supposto colpo di bacchetta magica dell’Illuminismo, ma la maledizione dell’equazione Illuminsimo = Antireligione = Benessere annebbia la sua lucidità e questo dispiace.

Come dispiace la sussiegosa concessione «insomma, mettiamo pure in conto qualche inconveniente causato dall’ebbrezza indotta in taluni frangenti e contesti geografici dalla falsa percezione di poter controllare tutto, ed essere nel giusto, per il fatto di affrontare un problema con metodo scientifico». Insomma considerare ‘qualche inconveniente’ il razzismo, il colonialismo, gli orribili genocidi del ventesimo secolo spiegati e giustificati dal darwinismo sociale, dall’eugenetica, dalla supposta ‘scientificità’ dei sistemi sociali (‘comunismo ed elettrificazione’), la diffusione sistematica dell’odio mascherata da ‘culto della ragione scientifica’ è veramente un po’ troppo. Come può una persona intelligente e sensibile come il prof. Corbellini (a cui sono debitore di due inviti a scrivere articoli sulla rivista Darwin da lui diretta che andavano contro il ‘comune sentire’ di gran parte del comitato di redazione e degli editori per suo puro e disinteressato amore di verità e che solo ora, con il rapido declino di una visione rigidamente genocentrica della biologia ammessa a denti stretti pure nei ‘giornaloni’ di casa nostra è stata ‘sdoganata’ dal mainstream dell’intellighenzia mediatica nostrana) avere tali distorsioni di prospettiva ?

Non è certo questione di malafede, purtroppo è un veleno sottile che assorbiamo a scuola attraverso tante piccole menzogne, apparentemente minori e trascurabili che vanno dalla falsa nozione che nel Medioevo si pensasse che la terra fosse piatta (ma allora come mai nella Divina Commedia emerge la chiara idea di Dante di una terra sferica? Ma quasi nessuno si fa questa domanda), così come si dà per pacifico che Galileo fosse stato accecato dai preti inquisitori (lo crede, secondo un recente sondaggio, il 90% degli studenti europei), che l’Inquisizione avesse fatto migliaia di morti innocenti e fosse un problema eminentemente cattolico (laddove era molto più feroce nel mondo protestante, i morti erano molti di meno e spesso legati a reati molto gravi che sarebbero perseguibili anche oggi), che esistessero cose come la cintura di castità e lo jus primae noctis ecc. ecc. Globalmente si sedimenta un pensiero che non viene più messo in discussione e cioè che ‘strutturalmente’ la Chiesa sia ‘per definizione’ dalla parte del male e della menzogna.

Uscire dal tunnel non è facile, spesso provoca penosi equilibrismi tra la percezione della bontà, apertura e disponibilità del parroco o della suora che conosciamo direttamente e quello che abbiamo imparato a scuola (è la posizione di gran parte degli sceneggiati televisivi dove al personaggio del religioso buono e positivo viene contrapposto un potere curiale maligno che passa il tempo a mettergli i bastoni fra le ruote) , a volte causa netto rifiuto di tutto ciò che sa di Chiesa, se invece si aprono gli occhi, il rischio è quello di essere accecati dalla troppa luce e di sviluppare un odio profondo per tutto ciò che è moderno, e questa anche è una distorsione grave come le altre (e che conosco bene perché è una tentazione in cui io stesso cado troppo spesso). Benedetto XVI non ha certo bisogno del mio supporto, per cui mi fa piacere chiudere questa piccola cosa sul pensiero automatico con un augurio al prof. Corbellini di poter fermarsi un attimo a considerare una realtà più sfaccettata e ad un pensiero del Papa sull’ unicità cristiana dell’integrazione di tutti gli aspetti dell’uomo: «Il Cristianesimo non relega la fede nell’ambito dell’irrazionale, è proprio percorrendo il sentiero della fede che l’uomo è messo in grado di scorgere nelle stesse realtà di sofferenza e di morte, che attraversano la sua esistenza, una possibilità autentica di bene e di vita».


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