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Pillole di Recensioni #6

Creato il 20 giugno 2014 da Leggiamo
Ho finito da un paio di giorni Paura Fra Gli Olmi un libro vecchissimo che non so nemmeno perché, ma mi andava di leggere (da piccola volevo fare l'archeologa, sarà per questo che cerco sempre titoli ricoperti di ragnatele?) e tra le "pillole" ho aggiunto quella di un libro di Follett.
Buona lettura!
Paura Fra Gli Olmi di Viola Rowe
| Baldini & Castoldi, 1960 | pag. 190 |
Pillole di Recensioni #6
Un susseguirsi di crimini misteriosi, uno dei quali particolarmente sinistro: ogni volta in cui la verità sta per trapelare ecco che la mano omicida implacabilmente colpisce. Jane, strappata dagli eventi alla sua vita tranquilla, trascorre giornate di angoscia. Lei sola può conoscere il nome dell'assassino, lei sola, che ha visto. Ma non riesce a ricordare, forse ha paura di ricordare?
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A volte sono strana, me ne rendo conto da sola. Escono decine e decine di novità, le condivido sul blog, ne sono spesso entusiasta, e poi cosa vado a leggere? Un romanzo del 1960, con una copertina che oggi nessun editore si sognerebbe mai di diffondere e opera di un'autrice pressoché sconosciuta.
Tra l'altro l'ho scovato in formato elettronico, nemmeno l'avessi recuperato tra i vecchi scatoloni che riposano in cantina, ma vi posso assicurare che mentre lo leggevo sentivo l'odore di polvere e di stantio.
L'intera storia - e soprattutto la traduzione decisamente sorpassata - trasportano indietro nel tempo, tra feste borghesi, attrici dissolute, donne ricostruite dalla chirurgia plastica e scrittori in erba desiderosi solo di sfondare.
Ci sono i morti, c'è un'ampia strada fiancheggiata dagli olmi, c'è un detective ufficiale e uno improvvisato, ma di paura ne ho percepita veramente poca. Forse l'uso spropositato di pronomi personali (vedi "essa" per rivolgersi a una donna, nemmeno fosse un oggetto!), e le varie terminologie decisamente desuete, mi hanno distratta, o forse l'autrice voleva solo intrattenere il lettore per poi fargli dormire sonni tranquilli. Se è così c'è riuscita. L'adrenalina non era alle stelle, ma la storia non mi ha annoiata. Sono comunque tre stelline meritate.

Codice a Zero di Ken Follett
| Mondadori, 2002 | pag. 345 |
Pillole di Recensioni #6
Gennaio 1958.
Un uomo si sveglia nella toilette della stazione di Washington. E' lacero, sporco, vestito come un barbone, e non ricorda nulla del passato. Come è finito lì? Chi è veramente? E perché qualcuno lo sta seguendo?
A poco a poco dalla memoria affiorano immagini, nomi, volti, ed eventi. E la vicenda di Luke, questo è il nome dell'uomo misterioso, si intreccia a una storia di missili spaziali, scienziati, spionaggio e tradimenti.
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Anni fa ero proprio in fissa con Ken Follett. Dopo essere rimasta folgorata da Il Terzo Gemello credo di aver recuperato ogni romanzo di quest'autore e nonostante le trame solitamente m'ispirino pochissimo, mi bastano tre righe e sono già fregata!
Leggete però la trama di Codice a Zero e ditemi se non è intrigante!
Follett poi ha il raro dono di farmi amare anche le storie in cui s'intrecciano politica, agenti segreti, intrighi internazionali... tutte cose che di regola odio insomma!
Se dovessi pensare alla trasposizione cinematografica di questo romanzo mi verrebbe da dire "tzè, la solita americanata", perché in effetti ci sono diversi elementi un po' forzati e qualche battuta sarebbe da rivedere... tipo:
«Allora» disse Billie «te lo ricordi il sesso orale?»«No» rispose lui «ma credo di sapere come si fa.»
Cioè... ma per favore!
1) sono domande che si fanno?
2) sono risposte che si danno?
Ma in fondo Codice a Zero è un libro d'intrattenimento puro. C'è azione, suspense, amore e tutto è miscelato in modo serrato, la tensione si percepisce in costante ascesa e il finale è decisamente d'impatto.
Insomma, Follett mi ha fatto apprezzare una spy story. Mica pizza e fichi.


* * * 
Alla prossima ^^

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