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Plath in loop/3 - Ineluttabile femminilità

Da Anacronista
Ancora dai Diari di Sylvia Plath, pp. 35-56:
"[...] se un uomo sceglie di essere promiscuo, questo non gli impedisce dal punto di vista estetico di storcere il naso davanti alla promiscuità. E non gli impedisce di chiedere a una donna di essergli fedele e di salvarlo dalle sue voglie. Ma anche le donne hanno voglie. Perché devono essere relegate al ruolo di depositarie di emozioni, custodi dei bambini, nutrici dell'anima, del corpo e dell'orgoglio dell'uomo? Essere nata donna è la mia terribile disgrazia. Dal momento in cui sono stata concepita sono stata condannata a sviluppare le mammelle e le ovaie piuttosto che il pene e lo scroto, condannata ad una sfera d'azione, di pensiero e di sentimento rigidamente circoscritta dalla mia ineluttabile femminilità. Sì, il mio struggente desiderio di mescolarmi con ragazzi di strada, soldati, marinai e frequentatori di bar - di far parte della scena, ascoltatrice e testimone anonima - tutto è guastato dal fatto di essere una ragazza, una femmina, sempre in pericolo di essere violentata o aggredita. Il mio struggente interesse per gli uomini e la loro vita viene spesso scambiato per smania di seduzione o invito all'intimità. Sì, Dio mio, voglio parlare con tutti quelli che posso e il più a fondo possibile. Voglio poter dormire in aperta campagna, andare a Ovest, passeggiare liberamente di notte."

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