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Protocollo di nagoya: segnali importanti per la biodiversita'

Creato il 31 ottobre 2010 da Alessandro @AleTrasforini
Attualmente, anche grazie all'eccessiva rincorsa al troppo intrapresa dall'uomo, l'estinzione di specie animali sul pianeta Terra va avanzando secondo medie oscillanti tra 100 e 10mila volte la media storica fino ad ora riscontrata.
Ogni anno sono 52 le specie prossime all'estinzione, per via della distruzione e delle modifiche apposte al loro habitat naturale. La pandemia di morte inflitta alle specie animali costituisce, di fatto, un attentato alla biodiversità ed alla varianza delle specie; secondo studi divulgati da esperti sarebbero, infatti, oltre 26mila le specie minacciate nel mondo.
Per discutere di questo dramma, come sempre troppo poco divulgato, si sono riuniti a Nagoya i Ministri all'Ambiente di 190 paesi del Mondo; il fine degli incontri, iniziati dal 18 ottobre scorso, era elaborare negoziati volti a tutelare la biodiversità ed i fragili equilibri che reggono gli ecosistemi terrestri.
Una bozza d'accordo è giunta, fortunatamente, prima della chiusura dei lavori. Stando ai compromessi raggiunti, si è deciso di ridurre il tasso di estinzione delle specie al 50% entro il 2020.
Dato statistico corroborato da specifiche colpe, attiribuibili all'animale uomo.
E' questa l'opinione di Nicholas Dulvy, coautore della ricerca portata in oggetto alla conferenza e Vice Presidente dell'associazione "International Union for Conservation of Nature":
"Non si possono sopprimere gli ambienti naturali senza conseguenze per la biodiversità."
Incrociando quindi gli obiettivi, il concordato elaborato prevede l'aumento di territorio protetto da un indice del 12,5% ad uno prossimo al 17%. In contemporanea è previsto un aumento di oceano protetto da un misero 1% ad un più futuribile 10%. Il risultato più significativo, capace di andare oltre qualsiasi cifra o statistica,  è stato l'aver interrotto un momento di silenzio lungo oltre 20 anni relativamente alla possibilità di ottenere benefici derivanti dalla condivisione di medicine ed altri prodotti realizzati da piante ed animali.
Come clausola all'accordo stipulato vi è, infatti, la necessità di dividere i profitti derivanti da medicine e materiale genetico tra Paesi industrializzati e Paesi in Via di Sviluppo.
Il concordato stabilito va in controtendenza con l'accordo precedente, stabilito nel 2002.
Caratteristiche più specifiche ed obiettivi dichiarati sin da principio, in opposizione al generico tutelare la biodiversità  postposto al Trattato di otto anni fa.
Un traguardo concreto, tecnico ed importante per far fronte ad un dramma naturale ed ambientale come questo.
"E' un successo, e' un grande traguardo globale", è l'opinione di Russ Mettermeier, Presidente di Conservation International.
Grida di importanza ribadite, a piene mani, anche dal Wwf:
"Un forte messaggio che la protezione della salute del pianeta ha un suo posto nella politica internazionale e che i Paesi devono unire le forze per salvare la Terra."
Nonostante gli sforzi promessi, basterà tutto questo a tutelare la salute del Pianeta Terra ed, indirettamente, anche il nostro futuro?
Ai posteri l'ardua sentenza.
PROTOCOLLO DI NAGOYA: SEGNALI IMPORTANTI PER LA BIODIVERSITA'

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