Magazine Diario personale

quadratini fantasma

Da Ducdauge @ducdauge

Qui su internet ce ne ne stiamo rinchiusi nei nostri bei quadratini a fare i fantasmi. E poi dicono che i fantasmi non esistono. Esistono, e come se esistono. Non sono impazzito. Nell’era di internet per fare qualsiasi cosa ci imprigioniamo volontariamente in un quadratino. E, da bravi contorsionisti rinchiusi in un cubo di vetro e manipolatori della nostra immagine, mostriamo la parte che più a noi ci garba: chi un occhio e chi tutt’e due; chi un braccio, chi una gamba, chi il sedere, chi i pettorali. A volte anche la faccia.
Una persona sul web appare come vuole apparire. A volte anche come un cartone animato, un incomprensibile disegno, o un oggetto da identificare: sempre rispettando i 700k (almeno su twitter)!
Insomma questa voglia di mettersi in rete, condividersi e condividere la propria immagine, i propri pensieri e “socialnetworkare” invece di liberarci dai nostri limiti spazio-visivi a me pare imprigionarci in un quadratino virtuale che neppure esiste. “Se neanche esiste come fa a imprigionarci?” Appunto: se neppure esiste perché ci inventiamo milleuno modi di poter non-essere noi stessi lì dentro?
Internet allarga i nostri orizzonti? Probabilmente le nostre conoscenze, le nostre idee, i nostri contenuti: ma rinchiusi in quei quadratini mi sembra di esistere meno. O esistere in una maniera diversa, limitata e limitante. Ecco tutto: esistiamo come fantasmi che crediamo non esistere.


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