Magazine Diario personale

RAIZ! - Con chi ci tocca aver a che fare.

Creato il 02 novembre 2014 da Zioscriba
RAIZ! - Con chi ci tocca aver a che fare.
CON CHI ABBIAMO A CHE FARE
“Ragazzi, se avete delle idee andate via, qui non vi aiuta nessuno”.(Giancarlo Giannini)
Longobardia, duemilaekualkosa e un pezzo. Avendo pronto il mio nuovo romanzo, che intitoleremo Il tacchino grosso di Amburgo, mi accingo al solito desolante (e dispendioso) giro di telefonate editoriali, per accordi e istruzioni sul possibile invio: in fondo adesso sono un autore con qualche buona recensione alle spalle, non un possibile mitomane sconosciuto, quindi mi pare giusto chiedere se esistano canali privilegiati, non nel senso di roba per raccomandati e altra simile italica merda, ma insomma un modo per esser presi in considerazione un po’ in fretta e letti per davvero da lorsignori, e soprattutto evitare spedizioni a vuoto. Dopo le prime due ore, non riesco a credere agli appunti scarabocchiati sull’agenda (e ai telesoldi che ho gettato al vento). Quelli di Edilogorroica Antiqua, dispiaciuti, mi dicono di aver scelto la via monotematica: da qui al 2087 pubblicheranno solo poesie del professoron Cateno Pompignoli, sovvenzionate dallo Stato. Le Edizioni Minonno mi propongono l’acquisto a rate di una linea di asciugamani prestige col marchio della casa, il famoso koala che si spara una sega, ricamato in fuffa da neonati birmani. Quelli di Umma Umma Bucche minacciano, qualora mi azzardassi a rompere i coglioni un’altra volta, di mandare un killer ad ammazzarmi il gatto. 
Altri responsi in breve. Edispurghi Puzzagranda accetta solo plichi di fogli vergati a mano, con sigillo in ceralacca e spediti tramite diligenza a quattro o sei cavalli. Da Tipografie Lo Turco non risponde nessuno. Cabral y Cavron: suona sempre occupato. Dagli uffici di Somaritudine, uno stronzo con la voce talmente sgradevole che si sente pure l’alito cattivo mi chiede se posso essere così gentile da spedire direttamente al macero, così saltano un passaggio. Sia Rutti & Peti che Ndringhéte Ndranghéte che Babbuin’Emmàmmete si sono specializzati in ebook con linguaggio sms. Quelli di Pettardi e Raudi m’informano che tacchini non ne vogliono, perché sono diventati vegetariani e pubblicano solo ricette vegane scritte male. Da Merdanti Nel Tempio, una voce registrata col culo invitava a chiamare un numero a pagamento con prefisso del Peloponneso. Da Te Possino Edità, invece, mi dicono che stampano solo sfumature vaginali, commerciali e banali, per lettori anali. “Lei ha la vagina?” “Un attimo che controllo… Nnno, mi pare di no”. “Allora crepi”.
Quelli di Nuova Arroganza & La Sorca Assorciati dovevano essere in overdose di siero della verità: “Lei è un cabarettista, un giornalistozzo, un cuocibietole, un deejay, una moglie d’arte, un rampollo d’industria, un coglionazzo famoso? Lei conosce qualche politico? Lei lecca con buona costanza le egorroidi a qualcuno che conta?”“No, no, no!”“E quindi che cazzo vuole?”“Ma sono un bravo scrittore!”“E allora vadi a pubblicare in Canadà! Qui non c’è posto, per lei.”
Ho deciso: se mai dovessi fondare una casa editrice di qualità, la chiamerò Zo.Fran. Come abbreviazione di Zona Franca. Ma anche in riferimento al famoso potentissimo antivomito.
Verso fine mattinata, dopo essermi sentito dire dall’impiegata dalla voce infeltrita di un editore che chiameremo Polpottini Red (sede legale in Cambogia) che loro non vogliono più gli si spedisca un bel cazzo nientoloso di niente (me lo segno: neanch’io, giuro, leggerò mai più niente di scagazzato da loro), provo con una casa editrice mediogrande, che chiameremo Gallinard, Gentilini & Burin. Risponde una voce strozzata di donna. Esala solo uno stanco “Burin?”, immagino per economizzare sul fiato. Ora, io sarei, per quanto semifallito e muorteffame, uno scrittore, e lei sarebbe una segretaria. Dovrebbe cioè essere una pagata per star lì a lavorare anche al servizio di quelli come me. Non dico debba mettersi in ginocchio a implorare un autografo (sì, in effetti a ripensarci dovrebbe, visto che in italiA siamo rimasti in tre o quattro), ma dal momento che io sono cortese e gentile con lei, mi aspetterei a mia volta lo stesso: un minimo di attenzione e di garbata sollecitudine. La tipa invece, udibilmente infastidita dalla mia intrusione, mi sbiascica in fretta e furia un recapito mail, “raiz chiocciola qualcosa”, dopodiché fa per riattaccarmi il telefono sul muso. Con buona prontezza di spirito (e immutata pacata gentilezza, è un mio difetto, lo so) riesco però a bloccarla, e, tanto per essere preciso e sicuro dell’indirizzo, che mi suona invero strano, accenno a un minimo di spelling: “Dunque, raiz: Roma Alessandria Imperia Zuri…” Mannò, mi corregge seccata la tipa, come se stesse parlando a un bambino ritardato, è “rights”, ovviamente, rights chiocciola qualcosa… Già, stupidone e ignorantone io a non afferrare subito che il recapito di posta elettronica di un editore italiano che pubblica (pubblicherebbe) Narrativa italiana non possa che ovviamente essere una paroletta angloide, e per di più dal bieco suono legal-commerciale: “rights”, mica “books” o “words” o “writers” o “novels”… Però non capisco perché non sia andata fino in fondo: di solito i saputelli da quattro soldi che vogliono metterti in difficoltà non dicono “chiocciola”, dicono “at”.Be’, sia come sia, malgrado il solo pensiero di com’ero stato trattato mi desse un senso di schifo e di nausea, e soprattutto l’indirizzo rights chiocciola qualcosa mi ripugnasse assai e non promettesse niente di buono, il mio nuovo capolavoro Il tacchino grosso di Amburgo glielo mandai, a quelli di Gallinard, Gentilini & Burin, anche se non lo meritavano nemmeno un po’.Ovviamente non ho mai ricevuto risposta.
Ma per fortuna gli Dèi della Scrittura esistono, e pochi mesi dopo mi faranno incontrare un piccolo grande Editore, che chiameremo Nueva Sangria do Castel. Un Editore come pensavo esistessero solo in America, Inghilterra e Francia. Un Editore così coraggioso e intelligente da non badare al nome, alle parentele o alle tessere politiche, ma solo al Talento di chi scrive. Il tacchino grosso di Amburgo verrà alla fine pubblicato col titolo Solo quattro in motoretta. E si rivelerà una delizia per tanti buoni lettori dal palato fino.

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