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Recensione Film Elysium

Creato il 26 agosto 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Elysium


La frase chiave del film: “Alla fine farai qualcosa di meraviglioso”

Nelle sale dal 29 agosto

I Campi Elisi, o Eliseo, secondo la descrizione di Omero erano un luogo in cui per i mortali la vita è bellissima, mai toccata da neve e pioggia, né dal freddo, ma rinfrescata da soffi di zeffiro e impreziosita da immensi campi fioriti dove si vive perennemente sereni. Questa visione paradisiaca proiettata al futuro ha presumibilmente ispirato il regista Neill Blomkamp (District 9) che nella sua ultima pellicola Elysium analizza gli apocalittici scenari della condizione umana del XXI secolo e la soluzione di vita alternativa a quella sul nostro pianeta.
Per sopravvivere scapperemo nello spazio?

2154, Los Angeles, i comuni mortali sono al limite dell’estinzione, le macchine regnano su tutto. La Terra è sovrappopolata e allo stremo. Esistono solo due classi sociali: i multimilionari, che vivono su Elysium, una stazione spaziale nuova di zecca realizzata dall’uomo, un anello largo tre chilometri con un diametro di sessanta chilometri, che può ospitare circa mezzo milione di persone, e i “comuni mortali”, governati dalle macchine, che sopravvivono sulla Terra, ormai alla deriva.
I terrestri tentano in tutti i modi di fuggire da un mondo ormai devastato e dominato da crimine e povertà. L’unico uomo che può riuscire a ripristinare l’equilibrio tra i due estremi è Max (Matt Damon), un ragazzo comune che vuole a tutti i costi raggiungere la stazione spaziale. La sua vita è appesa a un filo e, non senza remore, intraprende una missione pericolosa che lo porterà a scontrarsi con Delacourt (Jodie Foster), Segretario di Stato di Elysium, e con le sue inflessibili forze armate. Alla fine, però, riuscirà a salvare non solo la propria vita, ma anche quella di milioni di persone sulla Terra. “Il film è un’allegoria” suggerisce il regista. “Penso molto al tema del divario tra ricchi e poveri e a come incide sull’immigrazione e penso che più scendiamo in basso più il mondo sarà simile a quello di Elysium. In questo senso credo che le domande che suscita il film siano più che mai attuali.”
Così come in District 9, il regista esplora temi quali la giustizia sociale, la separazione tra classi sociali e le relazioni razziali, in Elysium solleva importanti questioni sulla situazione attuale rispetto al futuro. L’idea di un mondo perfetto separato dalla Terra ormai prossima alla fine si basa su un’ipotesi reale, come dichiara lo stesso Blomkamp: “Negli anni ’70 era stata presa in considerazione l’ipotesi di lasciare la Terra e costruire delle stazioni spaziali vivibili. Una delle risposte più convincenti a questa ipotesi è lo Stanford Torus. Mi piace l’idea di prendere questo modello fantascientifico molto conosciuto e infilarci dentro ricchezza, diamanti e case alla Bel Air. L’idea di mettere queste case esagerate e assurde su una stazione spaziale a forma di ciambella mi fa ridere a crepapelle ed è per questo che ho voluto farne un film.” Se nel 2013 sei astronauti vivono e lavorano nella stazione spaziale internazionale che orbita a circa 250 miglia dalla Terra, nella visione di Blomkamp, tra 150 anni, queste umili origini porteranno alla realizzazione di abitazioni dotate di tutti i comfort per le persone più abbienti. “Da una parte l’idea è assurda” dichiara il regista. “L’idea di portare pietre, malta, cemento, piscine e tutto quanto è necessario per costruire queste costosissime dimore su una stazione spaziale è ridicola. È un modo per ribadire il concetto che è al centro del film, ossia che la gente di Elysium è straricca e usa le proprie risorse per creare un ambiente tutto per sé, separato, sintetico, quasi ermetico. Da questo punto di vista Elysium è il rovescio della medaglia di un’invasione aliena: siamo ancora alle prese col tema dell’uomo che tenta di proteggere il proprio stile di vita, ma invece di combattere sulla Terra scappa nello spazio.”
Fuga nello spazio, divario tra straordinaria ricchezza e estrema povertà, buonismo, eroismo tanti i temi che affronta Blomkamp ma che nell’insieme risultano ridondanti e scollati, accodandosi all’onda lunga del cinema degli ultimi tempi, volto ad esplorare a tutto spiano le visioni fantascientifiche della fine del nostro pianeta, la rivoluzione delle macchine, e più in particolare la lotta per la sopravvivenza degli essere umani.

Cast eccellente per Elysium: Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley e Alice Braga.

di Katya Marletta per Oggialcinema.net


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