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[Recensione] Tra due fuochi – Karin Slaughter

Creato il 18 marzo 2013 da Queenseptienna @queenseptienna

Karin Slaughter

Capitan Salgari

Karin Slaughter, nata in Georgia nel 1971, è una delle autrici più celebri del crime internazionale: quaranta milioni di copie vendute nel mondo, traduzioni in trenta Paesi. Fra i suoi thriller, sempre in vetta alle classifiche, la serie che ha come protagonista Will Trent, inaugurata con il best seller L’ombra della verità (Timecrime, 2012) e di cui Tre giorni per morire rappresenta il secondo volume. Insignita (caso unico nella storia del premio) per quattro volte del prestigioso Crimezone Thriller Award, Karin Slaughter vive e lavora ad Atlanta.

Sito: Karin Slaughter

Il Corsaro Nero
Titolo: Tra due fuochi
Autore: Karin Slaughter
Serie: Will Trent
Edito da: TimeCrime (Collana: //)
Prezzo: 16,90 €
Genere: Giallo, thriller, poliziesco
Pagine: 486 p.
Voto:
http://i249.photobucket.com/albums/gg203/nasreen4444/SognandoLeggendo/5Astelle.png

[Recensione] Tra due fuochi – Karin Slaughter
[Recensione] Tra due fuochi – Karin Slaughter
[Recensione] Tra due fuochi – Karin Slaughter

Trama:

“Voglio farla finita.” È il tragico messaggio trovato nei pressi del lago Grant, dove i sommozzatori sono impegnati a estrarre dalle gelide acque il cadavere di Allison Spooner. Eppure, quello che sembrava doversi risolvere come un caso di suicidio rivela dettagli ben più oscuri e indecifrabili. Quando l’agente speciale Will Trent arriva sul posto, l’accoglienza al locale dipartimento di polizia non è delle più cordiali: nessuna disponibilità a collaborare, nessuna risposta alle tante domande sulla morte di un ragazzo con disturbi mentali tenuto sotto custodia perché sospettato di aver ucciso Allison. Anche l’agente Adams, incaricata di affiancare Trent nelle indagini, sembra a conoscenza di verità inconfessabili, qualcosa che ha a che fare con la morte, avvenuta anni prima, del capo della polizia della contea. E perché la vedova dell’uomo, Sara Linton, cerca a tutti i costi di coinvolgere Will in quella vecchia storia? Preso nella morsa di queste due donne illeggibili e determinate, Trent sta per portare alla luce segreti scomodi e oltrepassare quella sottile linea oltre la quale non si torna indietro. Una vicenda torva, pericolosa, e la determinazione di un uomo nel portare a galla la più dolorosa delle umane verità, non importa quanto profondamente sia nascosta… o quanto possa essere devastante.

Recensione
di Livin Derevel

Quarto episodio della saga che vede come protagonista Will Trent, detective del GBI, alle prese con un caso che stavolta lo conduce in una cittadina di provincia, una di quelle in cui tutti conoscono tutti, in cui tutti cercano di proteggere tutti, e in cui alla polizia piace lavare i panni in sporchi in privato lasciando fuori chiunque non faccia parte del giro.
In questo romanzo torna Sara Linton – nativa del posto – e il suo coinvolgimento emotivo sarà inevitabile, visto che si ritroverà faccia a faccia con Lena, Frank, Jared, con un passato che l’ha segnata profondamente e che le ha portato via suo marito.
Piccola parentesi: Tra due fuochi appare un po’ come un cross-over tra la saga di Will Trent (edita da TimeCrime) e la saga di Grant, di cui sono stati tradotti in italiano solo i primi quattro volumi su sei totali (il primo da Sonzogno e gli altri tre da Piemme): le vicende e i personaggi si fondono, passato e presente si rincorrono. Io non ho letto i volumi della prima saga, quindi posso affermare con sicurezza che non è necessario leggerli… anche perché nella saga di Will Trent per forza di cose sono svelati gli accadimenti e il finale della saga di Grant.
Neanche a dirlo, questo libro mi è piaciuto da matti, così come i precedenti. I caratteri che vengono descritti sono perfettamente credibili, non hanno nulla di quella patina di fascinosa perfezione dei serial che vanno tanto di moda; sono personaggi pieni di sfaccettature, sono buoni e cattivi allo stesso tempo, hanno luci e ombre, sono persone normali che possono rivelarsi divini o mostri a seconda del punto di vista da cui li si guarda, ed è una cosa che è sempre apprezzabile. Perché? Perché sono umani. Commettono errori, le indagini vanno di pari passo con rallentamenti dovuti a problematiche che si possono riscontrare ogni giorno nei dipartimenti, nessuna mirabolante avventura, nessuna coincidenza improbabile, nessuna occasione fortuita che conduce sulla pista miracolosamente giusta.
Karin Slaughter mi ha colpito come autrice per via del realismo che inserisce nelle sue storie, per la crudezza e la vividezza delle sensazioni, per la verosimiglianza che impregna sia la parte prettamente poliziesca che quella che mette in evidenza il lato vulnerabile che fa da cornice a tutto, e che a volte può trasformarsi anche in fondamentale che muove l’intreccio.
La trama parte intricata, caotica, per poi delinearsi pian piano, tra alti e bassi e chiaroscuri che svelano segretucci che le persone tengono nascosti nei cassetti, rivelazioni di poco conto possono trasformarsi nel fulcro dell’azione, fino a giungere a un finale inaspettato, repentino, che lascia con un senso di sospensione nonostante il chiudersi di ogni questione.
Non vedo l’ora che esca una nuova avventura di Will Trent per sapere cosa accadrà, se Faith tornerà in scena, e che ne sarà di Sara (che a me non sta affatto simpatica, ma per Will posso persino fare un’eccezione).


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