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Recensione "Uno stupido angelo" di Christopher Moore

Creato il 24 novembre 2012 da Alessandraz @RedazioneDiario
Pubblicato da Germana Maciocci Cari lettori,
dopo averci raccontato la storia di Gesù tramite il suo migliore amico d'infanzia, e presentato la sua idea di Morte, Christopher Moore regala ai suoi affezionati lettori il suo personalissimo Canto di Natale. Uno stupido angelo, ovvero Storia commovente di un Natale di terrore, è l'ultimo titolo di questo autore tradotto e pubblicato dalla Elliot, e promette ciò che mantiene, una storia unica e divertente, che lascia nel lettore la familiare sensazione che l'autore, quando si tratta di descrivere le sfaccettature dell'animo umano ricorrendo al paradosso, alla fine, come Pulcinella,ridendo e scherzando racconti la verità...
Enjoy!
Recensione
Titolo: Uno stupido angelo. Storia commovente di un Natale di terrore
Autore: Christopher Moore
Traduttore: Giulia Balducci
Editore: Elliot Edizioni
Anno di pubblicazione: 2012
Collana: Scatti 
Pagine: 256
Prezzo: € 16,50 
TramaNatale sta arrivando e gli abitanti del piccolo villaggio di Pine Cove in California sono impegnatissimi a far acquisti, impacchettare regali, decorare la casa e inghirlandare alberi, immersi nello spirito gioioso della festa. Ma non tutti hanno il cuore lieto e, fra questi, c’è il piccolo Joshua. A rattristare il bambino è la convinzione che quest’anno non riceverà regali, dal momento che ha visto con i suoi occhi Babbo Natale ricevere un colpo di pala e stramazzare a terra. Per questo, da quel momento, la sua unica preghiera è: “Ti prego, Babbo Natale, torna dal regno dei morti!”. E si sa, per quanto impossibili, a volte i desideri dei bambini vengono accolti in paradiso; in questo caso quello di Joshua viene intercettato dall’arcangelo Raziel, che non è certo l’angelo più sveglio nel regno dei cieli. Spinto dall’euforia per la missione che deve compiere, l’arcangelo dà inizio a una serie di eventi che getteranno i residenti di Pine Cove dritti nel caos, culminante nella festa di Natale più esilarante e terrorizzante che la città abbia mai visto. È il Natale secondo Moore, grottesco e cattivello al punto giusto, qui presentato ai lettori italiani in versione integrale con un nuovissimo capitolo aggiunto dall’autore.
RECENSIONE
"First we feast, then Ikea." Ovvero, i desideri primari di uno zombie secondo Christopher Moore...
«Io non sono religiosa» affermò Molly. Sotto il tavolo, stringeva la tashi con la mano libera, la lama appoggiata sulle cosce nude. «Oh, nemmeno io» sostenne l'angelo.
Prendete Nightmare before Christmas di Tim Burton, A volte ritornano di Stephen King e la serie TV Xena la principessa guerriera. Aggiungete un pizzico di Dogma (il film diretto da Kevin Smith con Ben Affleck e Matt Damon), mescolate tutto e... buttate via il risultato. Perché le storie raccontate da Christopher Moore, e non c'è retorica nella mia affermazione, sono, per trama e stile, spudoratamente uniche.  Nella tranquilla (per modo di dire) cittadina californiana di Pine Cove, i cittadini si stanno preparando per festeggiare il Natale. Nonostante l'architettura pseudo-Tudor delle costruzioni e il clima subtropicale che a tutto fa pensare tranne che a slitte e pan pepato, il luogo prende il nome proprio dalla presenza estesa di pini Monterey che, nel periodo dell'anno in questione, dovrebbero portare gioia a grandi e piccini, e soldi in tasca al proprietario del più grande appezzamento di queste piante della zona, ovvero il cinico uomo d'affari Dale Pearson. Recensione Quest'ultimo ha divorziato cinque anni prima dalla bellezza latina Lena Marquez, il loro rapporto non è certo idilliaco, ma non si aspetta di certo di trovarla lì, sulle sue terre, vicino al cimitero del paese, mentre con una pala sradica i suoi preziosi alberi, e addirittura per regalarli in beneficienza! I due litigano, gli eventi degenerano e Dale, scivolando, finisce per restare ucciso, conficcato nella pala della sua ex moglie. Il tutto accade sotto gli occhi di due testimoni: Tucker Case, pilota di elicotteri antidroga e playboy da strapazzo ─ proprietario tra l'altro di un enorme pipistrello della frutta filippino, che parla e indossa minuscoli occhiali da sole (sic) ─, il quale accorre in aiuto di Lena e si propone anche come alibi ─ più che seducente, sedizioso. Il secondo testimone è Josh Baker, sette anni, che mentre torna a casa si ritrova ad assistere al fatto più immaginariamente tragico da qualsiasi bambino della sua età, ovvero all'assassinio niente di meno che di Babbo Natale! Ma non tutto è perduto, non solo per Lena, che viene quindi soccorsa da un ─ per quanto improbabile ─ cavaliere che con risultati disastrosi cerca di cavarla dai guai ─ o di infilarcela fino al collo, dipende dai punti di vista. Anche per Josh potrebbe esserci la possibilità di salvare Babbo Natale dal suo triste destino: il bambino ha, infatti, desiderato che Babbo Natale non fosse più morto.  Quello Josh e tutti gli altri abitanti di Pine Cove non si aspettano, però, è che in soccorso del loro Natale sia già pronto ad agire Raziel, ovvero l'angelo più improbabile e inaffidabile di tutte le schiere celesti. 
Era il primo miracolo natalizio di Raziel. Erano duemila anni che veniva scartato per quell'incarico, ma ora purtroppo era arrivato il suo turno... "Vai sulla Terra, trova un bambino che abbia espresso un desiderio natalizio che solo un intervento divino possa esaudire, allora ti verranno dati i poteri per farlo"... Raziel avrebbe scambiato volentieri quella missione con la distruzione di una città. quello si che era un compito facile. Trovavi la città, uccidevi tutti gli abitanti e abbattevi tutti gli edifici; in caso di immane pasticcio, rincorrevi i sopravvissuti per le colline e li uccidevi con una spada, cosa che, in verità, Raziel avrebbe fatto con grande piacere. A meno che, ovviamente, non si distruggesse la città sbagliata, e a lui era capitato soltanto... due volte? E poi le città a quei tempi non erano tanto grosse. E avevano una popolazione appena sufficiente a riempire un paio di Wal-Mart di discrete dimensioni, al massimo. Quella sì che sarebbe stata una missione, pensò l'angelo. "Raziel! Scendi sulla Terra e porta rovina su un paio di Wal-Mart di discrete dimensioni, devasta ogni cosa fino a che il sangue non scorrerà a fiumi e ogni edificio sarà ridotto in macerie, e già che ci sei prenditi pure un paio di barrette di cioccolato". 
Prevedibile lo scompiglio che porterà nella vita dei protagonisti del libro di Moore il miracolo operato da Raziel, mentre imprevedibili ─ ed esilaranti ─ sono le loro vicissitudini alle prese con addobbi, lasagne, principesse guerriere e zombie.  Per fortuna, alla fine sarà lo stesso angelo a rimediare ai danni da lui stesso provocati, riportando il tutto alla cosiddetta normalità. Ma a Pine Cove, nel bene e nel male, per alcuni le cose non saranno più ─ per fortuna? ─ più come prima: nonostante i fruitcake all'Ecstasy serviti durante il party natalizio e un serial killer che ha deciso di scegliere ─ come se non bastasse ─ la sua prossima vittima tra le donne del paese, grazie alla giustizia dello spadone giapponese di Molly Michon, ex attrice di B movies di avventura, una volta soprannominata la pazza del villaggio, ora a pieno titolo principessa guerriera, gli abitanti di quella piccola cittadina californiana non dovranno temere più né angeli, né demoni.  La scelta di presentare personaggi già presenti in altri libri ─ come lo stesso Raziel, che i fan italiani di questo autore avranno già apprezzato (o disprezzato) ne Il vangelo secondo Biff ─ crea una sorta di continuum per coloro che apprezzano le opere di Moore, mentre crea uno spunto divertente per coloro che, conoscendolo per la prima volta attraverso le pagine di questo romanzo, vorranno curiosare tra gli altri titoli pubblicati fin'ora dalla Elliott.  Consigliatissimo a chi ama l'humour di alto livello, e a chi desidera, per che no, fare un originale e simpatico dono di Natale, anche se lo scrittore avverte nel prologo quanto segue: 
Se state comprando questo libro come regalo per vostra nonna o per un ragazzino, sappiate che contiene parolacce, gustose descrizioni di cannibalismo e quarantenni che fanno sesso. Poi non date la colpa a me. Io vi ho avvisato.
Recensione L'AUTORE:
Nato a Toledo nel 1957, è cresciuto a Mansfield (Ohio) e ha frequentato la Ohio State University e in seguito il Brooks Institute of Photography di Santa Barbara (California). Lo stile narrativo di Moore coniuga l’umanesimo di John Steinbeck, uno dei suoi autori preferiti, con l’ironia tipica di Kurt Vonnegut e Douglas Adams. Tutti i diritti degli scritti di Moore sono stati acquisiti o perlomeno opzionati da parte di produttori cinematografici. Dal giugno 2006, Moore si è stabilito a San Francisco, dopo aver vissuto per qualche anno sull’isola di Kauai, nell’arcipelago delle Hawaii. Dello scrittore californiano, Elliot ha già pubblicato Un lavoro sporco, Il vangelo secondo Biff, Sesso e lucertole a Melanchovly Cove, Suck!, Fool, Demoni. Istruzioni per l’uso e Sacré Bleu. QUESTO il suo brillante sito web.

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