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Renzi preme sul governo per cambio di marcia

Creato il 29 dicembre 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

Matteo Renzi, intervistato a La Stampa, accenna alle differenze tra lui, Letta e Alfano e promette battaglia nel nuovo anno su lavoro e riforme. Matteo Renzi mette pressione al governo. Dopo le promesse di dare una “scossa” all’esecutivo guidato da Enrico Letta, all’indomani della vittoria alle primarie del Partito Democratico, Renzi non ha mandato giù il moderatismo della legge sulla stabilità, criticata anche da esponenti della sua segretaria come Faraone. Il sindaco di Firenze si concede quindi un’intervista a La Stampa, dove fa il punto della situazione sui rapporti con il compagno di partito e premier Enrico Letta e specificando le differenze tra lui, quest’ultimo e il vicepremier e ministro dell’interno Angelino Alfano.

Dopo aver ribadito il monito “se Letta fa, va avanti”, Renzi è passato a “dire che cose come stanno”: “Enrico è stato portato al governo anni fa da D’Alema, che io ho combattuto e combatto in modo trasparente; e  Angelino Alfano al governo ce l’ha messo Berlusconi, quando io non ero ancora nemmeno sindaco di Firenze”. Parole forti, che vogliono marcare la provenienze “pulita” di Renzi e il suo ingresso senza scomodi tutori nel mondo della politica nazionale.

Renzi promette poi battaglia nel nuovo anno, senza più sconti al governo e con una decisa svolta per permettere all’esecutivo considerato non più delle larghe intese di lavorare ancora: “con l’anno nuovo si passa dalle chiacchiere alle cose scritte, lavoro e riforme, i due temi capitali”. Critiche anche verso Alfano, la cui nomina di 17 nuovi prefetti Renzi non ha visto di buon occhio. Ma il sindaco di Firenze non vuole parlare di “rimpasto di governo”, perché “quella parola non l’ho mai pronunciata e mai la pronuncerò, io fatico a tenere Delrio al governo (il ministro è considerato molto vicino a Renzi), perché ogni tanto mi dice che vorrebbe lasciare, è quello il mio problema”.

Anche sul capitolo legge elettorale, Renzi promette battaglia, con un ritorno al dialogo con tutte le parti che accetteranno un tavolo di mediazione per trovare un accordo, inclusi Silvio Berlusconi e Beppe Grillo: “io con loro ci parlo e ci parlerò”.


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