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Report residenze esclusive Milano

Da Maurizio Picinali @blogagenzie

Nel secondo semestre 2011, le parole chiave per descrivere l’andamento del mercato immobiliare milanese sono state repricing e qualità. Infatti se da un lato prosegue la pressione esercitata sull’offerta dalla “tenaglia” prezzi in diminuzione – sconti crescenti, dall’altro appare sempre più limpido che solo la qualità è in grado di garantire, anche in tempi di crisi e aspettative incerte, la solidità dell’investimento”. Queste le parole usate da Marco Tirelli, senior partner di Tirelli & Partners, nel presentare l’Osservatorio delle Residenze Esclusive II semestre 2011.Report residenze esclusive Milano “Oggi il mercato sembra essere caratterizzato da un’offerta molto ampia. E’ però solo un miraggio. Esiste è vero molto prodotto in vendita, ma la stragrande maggioranza è destinato a non incontrare alcuna domanda poiché scadente sotto il profilo architettonico/funzionale e troppo caro. Le offerte, con reali potenzialità di assorbimento, restano da un lato quella di alta qualità, dall’altro quella caratterizzata da un giusto rapporto qualità/prezzo. Considerato che la prima è, e continuerà ad essere in futuro, molto limitata, nel breve periodo l’unica via per un ampliamento dell’offerta è una ulteriore riduzione dei valori. Peraltro mi sembra necessario ricordare che il livello di prezzi attuali, nonostante la loro riduzione dai picchi pre-crisi, premia ogni venditore con capital gain superiori a quelli prodotti da qualsiasi altro investimento alternativo” – prosegue Tirelli. Nel semestre le abitazioni nel primo quartile per prezzo complessivo (le meno costose) segnano una diminuzione dei valori del 4,8% su base annua, mentre quelle dell’ultimo quartile archiviano un +0,3%. Lo sconto medio in sede di offerta raggiunge con il 9,7% il suo massimo storico. Nonostante il repricing avvenuto - (che per la fascia più bassa di mercato erode quasi il 15% delle originarie aspettative di prezzo dei proprietari) - i tempi medi di vendita restano stabili (10,7 mesi), cresce ulteriormente il tempo medio di giacenza dello stock in vendita - (8,8 mesi) - e crolla sotto il 10% l’indice di assorbimento, un valore più che dimezzato rispetto al dato del primo semestre - (23,4%)


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