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Ricordanze - Un amore inaspettato

Creato il 03 febbraio 2011 da Giulietta88

Ricordanze - Un amore inaspettato

Jacopo e Giulia (2006)


A mano a mano che cresci, impari ad amare persone diverse in modi diversi. Generalmente prima di tutti gli altri ami tua madre, perché lei è il primo essere umano che ti vede, che ti abbraccia e che ti nutre, poi ami il padre perché ti difende e ti insegna cose importanti, infine ami il fratello o la sorella perché diventano i tuoi primi compagni di giochi e ti sono leali. Io nacqui con parto cesareo e il primo a prendermi in braccio, dopo l'ostetrica, fu mio padre. Mia madre la vidi solo il giorno dopo e lei mi odiava a morte. Non mi sopportava perché era stremata dall'operazione e dall'anestesia, ma quando mi prese in braccio e vide il mio sorriso si ricordò di essere innamorata di me.
Dopo la tua famiglia più stretta impari a voler bene ai nonni, persone così affettuose da assomigliare a dei cuccioli di cane per via del loro amore incondizionato. Potresti fare qualsiasi cosa che loro comunque ti amerebbero perché sei il frutto del loro frutto. Loro ti viziano e ti coccolano e tu li ami da morire per questo. Sono come un'enciclopedia vivente e dispensano esperienza da tutti i pori. 
Io sono una zia. Per la precisione lo sono di due piccole pesti. Diciamo che mi sento più una sorella maggiore però visto che del primo lo ero già a 17 anni e della seconda a 20. Ed è di questo che vorrei parlare, dell'amore smisurato che si può provare verso i figli di una delle persone più importanti al mondo per te. E' un legame straordinariamente complicato ma che, se coltivato, può dare delle soddisfazioni davvero incantevoli.Il giorno in cui nacque il mio primo nipote io mi trovavo a scuola ed ero eccitatissima quando ricevetti la chiamata che aspettavo ormai con ansia da un momento all'altro. L'attesa in ospedale durò 12 ore. Io, i miei genitori e la famiglia di mia cognata avevamo allestito una specie di campo profughi nel corridoio accanto alla sala parto, e balzavamo in piedi al minimo rumore per capire come fosse la situazione. Sinceramente non avevo idea di cosa aspettarmi, perché non sapevo affatto cosa si prova quando nasce il proprio nipote. Credevo che non sarebbe cambiato nulla, però nel mio cuore ero felice e bastò quella piccola certezza a farmi capire che tutto sarebbe andato nel migliore dei modi.Mancava poco ormai ed eravamo tutti molto agitati. Poi finalmente mio fratello aprì la porta e disse: "E' nato". Subito dopo si sentì un piccolissimo pianto. L'emozione era palpabile nell'aria e io ero stranamente agitata, forse pensavo che da un momento all'altro sarebbe sbucato un alieno tentacoloso al posto di un bambino. Pochi minuti più tardi l'ostetrica spinse fuori dalla sala parto un carrellino con all'interno un batuffolo rosa. Era talmente bello quel bambino che subito mi spaventai. Ma come, non sono tutti orrendi i bimbi appena nati? Lui no, se ne stava raggomitolato sotto la copertina con quegli occhioni sbarrati a fissare tutte quelle persone che gli stavano intorno e che piangevano di gioia. Io ero rimasta sbalordita da tanta bellezza. La sua pelle era incredibilmente morbida, distesa e senza neanche un rossore. Era perfetto. Pochi capelli biondi gli incorniciavano quel visino che se avessi potuto me lo sarei mangiato. Che creature meravigliose che sono gli esseri umani appena nati, così indifesi, così bisognosi di cure, allucinante poi quanto si cambia col passare del tempo.
Amai da subito quel cosetto morbidoso. Lo amai perché non avevo mai visto mio fratello così felice prima di quel momento e mi innamorai di mio nipote attraverso gli occhi di quel ragazzo diventato uomo così in fretta. Quel corridoio si riempì d'amore e di felicità quella notte. Il mondo sembrava davvero il luogo più bello sul quale poter vivere perché ci sentivamo tutti molto uniti. I momenti brutti e tristi svanirono come d'incanto alla vista di quel bambino così bello che con la sua magia aveva reso speciale le nostre vite. Oggi Jacopo ha cinque anni e sua sorella ne ha quasi due. Amo quei bambini ogni giorno di più come se fossero figli miei. La loro purezza e semplicità mi fa capire come dovrebbe essere il mondo in realtà e anche se un giorno ci allontaneremo io sarò sempre presente per difenderli e stargli accanto. Voglio essere una zia speciale per dei bambini che hanno reso straordinaria la mia vita. 
dalle Ricordanze di Giulia

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