Magazine Diario personale

Risi e bisi in crosta dolce (contro una botta di malumore)

Creato il 01 febbraio 2012 da Povna @povna

Reclusa in casa a forza dall’ordinanza sulla neve fantasma, esaurite le (pochissime) incombenze scolastiche (perché le votazioni scrutinanti lei, a dirla tutta, le aveva pronte da dicembre, e comunque una sana organizzazione chirurgica ha fatto sì che non le avanzassero mai, giorno per giorno, cose in più da fare), preparata una quantità di lezioni tale da arrivare a giugno (sia a scuola, sia per l’altro mondo), ultimata la lettura di una serie di romanzi più o meno belli (dei quali arriva a breve recensione), la ‘povna è stata colta da una botta di sconforto. Perché andare a scuola è il suo lavoro, e le piace molto, e perdipiù aveva programmato di passare utilmente questi due giorni a fare altro (che è poi il momento più importante della vita di classe, in cui si capiscono più cose). E invece no, non è possibile. E in casa lei morde il freno, impaziente. E fuori fa un gran freddo. Allora, per consolarsi, ha pensato bene di mettersi ai fornelli, e preparare un buon manicaretto per la cena del mercoledì.
La ‘povna prima di tutto ha fatto la pasta frolla (per 6 persone: 200 g di farina; 100 g di zucchero; 100 g di burro; sale e limone, un pizzico, 2 rossi d’uovo – ricetta, imbattibile, del Talismano). Una parte l’ha surgelata (per i momenti difficili), una parte invece l’ha stesa sottilissima, a fare da base di tortino. Nel frattempo – mentre la pasta riposava – si era dedicata al risotto, con una rivisitazione, rapida, di risi e bisi. Seguendo, sostanzialmente, questa, ha fatto soffriggere lo scalogno nel burro, poi ha aggiunto il riso e ha fatto un po’ tostare. Poi ha sfumato di vino bianco, ha fatto andare ancora un po’, e poi è stata la volta del brodo vegetale. Finalmente, è la volta dei piselli (se non ci sono freschi, vanno molto bene, purché “finissimi”, anche quelli surgelati). Ancora cottura, poi parmigiano, aggiustare di pepe e sale, far mantecare e fatto. Poiché siamo ancora solo a metà della preparazione, è bene lasciare il risotto abbastanza indietro di cottura, e un po’ brodoso.
A questo punto, si torna alla pasta frolla, con la quale si fodera una teglia. Si bucherella bene sul fondo, e poi ci si versa sopra il risotto, bello morbido. Si ripiegano bene i bordi, e poi si caccia in forno (a 200° circa, ma è bene controllare di tanto in tanto), per quaranta minuti buoni buoni. Quando il tortino è bene asciutto ai bordi, e anche sul fondo, si può dare una rapida grigliata per colorirlo (ma la ‘povna, che sa che questa sera bisognerà scaldarlo, lo lascia indietro a bella posta). Poi si prendono un paio di bocce di vino rosso (per esempio, un merlot va benissimo) e si manda un messaggino all’amica vicina: “per questa sera vi stupisco!”. E ci si accorge che, cucinando cucinando, è pure andato via il cattivo umore.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :