Magazine Rugby
Poi è arrivata la sfida dell'Olimpico contro gli All Blacks e finalmente abbiamo dimostrato di saper giocare a rugby; non dimentichiamoci che avevamo di fronte i migliori del mondo per cui chapeau alla nostra prestazione senza però dimenticarci che è evidente che loro han giocato un po' col freno a mano tirato e con la consapevolezza di dover affronatare due ulteriori test match.
Per ultimo sono arrivati gli Australiani e per un tempo siamo rimasti imbambolati a vederli portarsi sul 22 a 3. Ora è vero che erano una squadra che non se la passava bene e via discorrendo però concedergli un vantaggio di 19 punti è stato troppo; nonostante questo nel secondo tempo siamo riusciti ad arrivare fino al -3. Purtroppo l'ultimo calcio lo abbiamo sbagliato e siamo di nuovo qui a parlare di una sconfitta di misura.
Cerchiamo di rapportare queste considerazioni proiettandole in ottica 6 Nazioni: Francia e Inghilterra hanno dimostrato di essere al livello delle squadre dell'emisfero sud e sono sostanzialmente offlimits per noi; l'Irlanda ha giocato un novembre strepitoso, perdendo di poco contro il Sud Africa e spazzando via l'Argentina: i trequarti sono spettacolarmente abili e la mischia è solida; sarà veramente un avversario ostico. Il Galles è in crisi nera di risultati, hanno tanto talento giovane che può far germogliare nuovi stimoli e non farei troppo affidamento sui loro risultati di questo novembre. La Scozia non l'ho mai vista così male, hanno giocato un buon match con gli All Blacks ma poi han perso con Tonga e alla fine Andy Robinson si è anche dimesso; hanno qualche buon giocatore e Glasgow sta facendo vedere buone cose però sono sicuramente dietro di noi ora come ora.
Per fare un buon torneo dobbiamo un po' uscire dal guscio che ci siamo creati, fatto delle certezze che ci danno i soliti noti, leggi Masi, Parisse e Castrogiovanni per fare qualche nome; questi sono delle garanzie ma, secondo me, dobbiamo cercare di dar maggior credito e visibilità al nuovo che avanza: i vari Favaro, Minto, Gori, Ghirladini in primis.
Abbiamo il solito grossissimo problema: il numero 10. Gli altri sfornano talenti mentre noi dobbiamo naturalizzare, certo ci mettiamo anche del nostro: l'apertura della scorsa spedizione ai mondiali under 20, Apperley, classe 92, gioca a Viadana e non in RaboDirect e Heineken; forse un posto con le Zebre lo si poteva/doveva trovarglielo visto che si preferisce far giocare a 10 uno come Halangau che, sinceramente parlando, se era stato preso per fare la differenza siamo ben lontani.
Per intenderci Paddy Jackson, irlandese del 92, gioca con continuità con Ulster, Mathew Morgan gallese del 92, gioca con gli Ospreys, Farrell, che è un 91, non occorre neanche che lo citi.
Non possiamo puntare sulla competizione però forse sarebbe il caso di quantomeno puntare su qualcuno.
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