Magazine Diario personale

Scatti d’un colpo di sonno

Da Momo @Kur0M0m0

Stavo ammirando la notte stellatada uno dei tanti grattacieli di Berlino, e ovviamente al mio fianco c’erasempre Erik.Quella sera però lui era strano:era come assente o pensieroso.“Erik?” chiesi, dopo un grandesilenzio tra di noi. Gli avevo raccontato quasi tutta la giornata, e del mio concorsoche avevo vinto. Ero riuscita a realizzare un progetto degno del mio corso,finalmente. Ma lui pareva non mi ascoltasse.“Che vuoi!”chiese scocciato,continuando a rivolgere lo sguardo verso la Luna.“Non sei contento del mio  piccolo successo? Oppure non mi hai ascoltatoper niente?” chiesi. Lui non mi rispose, e se ne stava ancora  a fissare la Luna, in silenzio.“Ok, ho capito che la Luna è piùinteressante, ma perché allora questa sera tu mi hai portata qui?” chiesi. Si voltò verso di me.  Uno sguardonuovo, intenso, d’una profondità inquietante mi fissava.“Cos’hai? Sei strano stasera…”chiesi. Lui si avvicinò a me pericolosamente, per poi afferrarmi per lebraccia. Mi continuava a guardare con unosguardo che si faceva sempre più spaventoso, ansimando.“Erik?! Non stai bene?!” chiesi,cercando di capire cosa avesse. Ma nulla, lui si limitava a guardarmi. Poi siavvicinò al mio viso. E di colpi la mia vista si annebbiò. Fino a sparire.

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