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Scusa, ma non posso dire ciò che penso?

Creato il 08 agosto 2011 da Elenatorresani

Scusa, ma non posso dire ciò che penso?Negli ultimi tempi me la sento ripetere in continuazione, questa domanda.
Certo che lo puoi dire, ma dovresti almeno vergognartene un grammo, zio povero!” mi vien da rispondere.
Perché la gente si sente legittimata a sparare la qualunque, senza decenza?
Capisco che il problema vero risieda nel pensarle, certe cose, ma il dichiararle in pubblico senza vergogna e magari spavaldamente, dà il peso della gravità della situazione.
Un mio collega in mensa si lamentava, un giorno, che Facebook gli avesse cancellato la foto del duce dal profilo: “Non posso più nemmeno esprimere le idee politiche, adesso?”
L’apologia del fascismo è reato, magari.
Certo, ultimamente in Italia il meno punito insieme all’evasione fiscale, mapperlamiseria.

Scusa, ma non posso dire ciò che penso?

Hugh Kretschmer


Scusa, ma non posso dire ciò che penso?
Per non parlare poi di sparate ben peggiori, tipo quella che mi è capitato di sentire ieri dal proprietario di un meraviglioso pincerino che scorazza sulla ciclabile della Piccola Città di C. “Fosse per me gli extracomunitari li rispedirei tutti a casa sotto forma di saponette”.
Come può una persona dichiarare pubblicamente e sorridendo una simile bestialità con la leggerezza di chi è convinto di avere tutto il diritto dalla sua parte?
Per carità, ci sono sempre stati miserabili di questa risma, ma il loro sdoganamento sociale mi getta in un allarme mai percepito prima.
Voglio dire: i pedofili sono ben consapevoli sia di infrangere la legge e sia, in alcuni casi, di avere pensieri ed istinti riprovevoli. Questo accade sia perché esiste una legislazione precisa in merito, sia perché la società esprime una condanna netta nei confronti di questo crimine.
Il nazista che vorrebbe far saponette con le altre etnie, non sta da una parte altrettanto sbagliata? Se sì, come credo, perché non se ne vergogna?
È chiaro che il problema vero sta nel pensarle, o nel provarle, certe cose, e che il lavoro va fatto a monte, per cercare di far capire quanto incivile e cretino e indecente sia un certo tipo di pensiero; è altrettanto chiaro che l’esprimere liberamente certe bestialità fornisce un’arma in più a chi può avere voglia di dialogare e di cambiare e di migliorare.
Quindi mi chiedo: sbaglio a scandalizzarmi dell’assenza di vergogna di questi soggetti? Sbaglio a pensare che l’assenza di un istinto auto-censorio indichi una situazione politico-sociale pericolosa?
Sono io ad essere arrogante, pensando che il mio pensiero sia “giusto” e il loro sia “sbagliato”?
Sono poco democratica, prevaricante, presuntuosa?
Scusa, ma non posso dire ciò che penso?
Al di là delle religioni e delle idee politiche, non dovrebbero esserci dei valori laici e di buon senso riconosciuti universalmente? La carta dei diritti dell’uomo è carta da culo?
Zio cantante, questa gente mi fa andare in giro con la mascella slogata e la bocca aperta, basita e senza parole, che c’ho la gola piena di moscerini, mosche e zanzare, ormai.


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