Io so che tra un mese dovrei andare a Oslo, che ho degli amici che abitano là, che per fortuna stanno bene (non so se, nel mezzo di un lutto più grande di noi, cercare notizie degli amici potenzialmente coinvolti sia egoismo o l'unica umana possibilità di rendere conto di una tragedia indicibile). La mia amica canadese, Chloé, ha scritto su Fb (altra piccineria dei media italiani: affermare: "... e l'attentatore aveva persino un profilo Facebook!") un messaggio essenziale, che condensa quanto si può dire, almeno per ora, di una sventura atroce, da parte di una vera testimone: "Siamo salvi, stiamo bene, ma abbiamo sentito il boato dell'esplosione dal nostro appartamento. Oslo è silenziosa e sembra disabitata. Siamo ancora sotto schock ed è difficile capire che cosa sia successo."
Giornali italiani: forse ci vorrebbe un po' più rispetto di quelle morti - di quel disabitato silenzio.
da TEMPI FRU FRU
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