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Si scrive RaiWay si legge Rezusconi

Creato il 28 febbraio 2015 da Postik @postikitalia

A dire il vero avrei voluto scrivere un articolo-saggio sulla irredimibile inutilità ontologica del ministro degli Interni ma, ahimé, a causa di un inguaribile ozio non riesco a stare sulla notizia e ho perso l’attimo. Confido comunque sulla pervicace insistenza di  Angelino Alfano a non imbroccarne una neanche per sbaglio, e sono, dunque, più che ottimista sul fatto che avrò ancora innumerevoli occasioni per riprendere tale profonda questione.

Mi tocca quindi ripiegare sull’origine del succitato nulla, ovvero Silvio! Berlusconi è  l’arché, il  principio che ha “de –generato” tutto quello che vediamo e bisogna dire che ha ancora tante energie da esprimere. Berlusconi è un po’ come il Vesuvio: sta lì  da qualche milionata d’anni, sembra sempre che stia lì lì per schioppare ma nessuno rinuncia a camparci sopra.

Nonostante la condanna è riuscito a non farci sentire la sua mancanza; anzi è stato più volte a palazzo Chigi da pregiudicato che da presidente del consiglio e adesso tiene saldamente in piedi il governo Renzi anche se di tanto in tanto finge di fare i capricci.

Ora, per esempio, si è messo in testa di comprare tutte le antenne di Rai Way! Il 24 febbraio la società Ei Towers, per il 40% di proprietà di Berlusconi e detenuta per il resto da Elettronica Industriale S.p.a che è a sua volta controllata da Mediaset,  lancia un’ offerta sulle 2300 antenne di Rai Way per una cifra di 1,22 miliardi di euro, di cui  851 milioni pagati in contanti  e i restanti 347 in azioni Ei Towers, il tutto gestito dalla tristemente famosa banca d’affari statunitense JP Morgan.

Questa stratosferica offerta, che punta alla “uniproprietà” di tutte le antenne del territorio nazionale, arriva subito dopo un’altra offerta di sua emittenza, quella  della Mondadori nei confronti del gruppo Rcs libri ( società che comprende Rizzoli, Sonzogno e Fabbri editori).

Ora pensiamo per un solo e terrificante momento se questi due “affari” dovessero andare a buon fine. Berlusconi – che già gestisce quasi tutta la stampa e 3200 infrastrutture dell’emittenza nazionale – arriverebbe a controllare praticamente ogni singolo segnale che attraversa questo paese ed ogni macchia di inchiostro stampata, forse anche i deliziosi arabeschi destinati ad un orribile fine stampigliati sulla carta igienica.  Solo Orwell è riuscito a immaginare uno scenario simile!

Alla notizia dell’offerta di Ei Towers le borse sono schizzate. Rai Way, per il 35% quotata in borsa dopo il tagli alla Rai del governicchio Renzi ,sembrava la Apple, per non parlare di tutte le aziende Mediaset che chiudevano Piazza Affari con un rialzo che superava il 5%. Insomma un giorno da leoni per Berlusconi e il Governo, azionista di maggioranza degli antennoni dei desideri.

Il gruppo Ei Towers ha giustificato l’offerta definendola “finalizzata alla creazione di un grande operatore unico nazionale nel settore delle infrastrutture destinate all’ospitalità degli apparati televisivi e radiofonici, in grado di svolgere un ruolo rilevante anche nel settore delle telecomunicazioni”.  Dichiarazione che tradotta ci conferma  che in questo paese si è sempre vaneggiato di libero mercato solo a parole. Un solo grande operatore gestirebbe, dunque, ogni tipo di segnale, da quello radiofonico alla banda larga passando per la telefonia mobile sino ad arrivare alla telefonia fissa, visto il più che probabile  ingresso di Telecom in questa orgiastica trattativa all’italiana. E sempre questo unico operatore strutturale controllerebbe indisturbato il mercato decidendo i prezzi a sua discrezione in mancanza di una concorrenza.

Dobbiamo però ravvisare a tal proposito due incongruenze. Innanzitutto Rai Way non è in vendita e, soprattutto, un decreto della Presidenza del Consiglio del 2 settembre del 2014 stabilisce che l’azienda deve restare per il 51% di proprietà dello stato, quindi possono essere accettare offerte d’ acquisto al massimo per il 49%. Allora perché a Berlusconi è saltato in testa di comprare tutto il cucuzzaro pur sapendo che non era possibile? E, soprattutto,  perché Fedele Confalonieri è uscito tutto sorridente e soddisfatto dai palazzi del potere qualche giorno fa nonostante il vincolo posto da Renzi?

Il governo, che si dice lusingato di tale offerta – come se le antenne le avesse costruite col meccano il consiglio dei ministri -, si mostra in apparenza blindato. Se da un lato Renzi si appella al vincolo del 51% dall’altro difende l’operazione di Berlusconi come una normale offerta di mercato.

In realtà il decreto del 2 settembre scorso appartiene a una normativa secondaria e può in ogni momento esser modificato – ricordiamo che è accaduta una cosa simile anche per Enel -, ma se anche così non fosse sarebbe comunque preoccupante immaginare il 49% delle antenne pubbliche in mano a Berlusconi.

A questo punto è necessario fare un passo indietro. Proprio nel settembre del 2014 il Presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico denunciò un possibile interesse di Mediaset per Raiway e per questo motivo Berlusconi lo chiamò buffone e minacciò querela – querela che non è mai arrivata. Fico dichiarò che ci furono movimenti strani dopo l’avvento di Renzi: tagli indiscriminati alla Rai e la quotazione in borsa  di RaiWay (dopo aver intascato però il canone 2014), una rete di antenne altamente strategica dove passa di tutto: dalle comunicazioni mobili a quelle militari per intenderci. E sottolineò inoltre che la svendita di un’azienda di questa importanza sarebbe stata fatale non solo per l’economia dello stato ma soprattutto per gli equilibri della già flebile libertà di comunicazione del paese.

 Renzi allora gioca d’anticipo e taglia la testa al toro firmando il decreto sulla proprietà delle azioni di Raiway, e in un primo momento fissa la partecipazione dello stato al 34%, poi al 49% e infine – probabilmente pressato dai suoi perché non poteva lasciare a intendere troppo – al 51%.

Dunque tutto resta aperto, in fondo i decreti di Renzi  sono come Scilpoti, basta una busta e cambiano verso, e le esperienze del passato in casi del genere sono tutt’altro che incoraggianti.

Però, arrivati a questo punto, possiamo qui intravedere la grande differenza tra Berlusconi e Renzi. Il primo per avere il potere compra. Dai loft al centro per tenersi buone le voraci olgettine ai divorzi milionari fino a RaWay Silvio arriva a spendere degli spropositi. Au contraire Renzi “svende”,  mette tutto in offerta, e da buon imbonitore dice sì a tutti  senza mai pagare il conto. Il Nazareno è più arzillo che mai!

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fonte foto MauroBiani

tag: RaiWay,Ei Towers,Telecom,Governo,Renzi,Berlusconi,Confalonieri,Nazareno, Alfano, Fico, Rai, Borsa


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