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Sicilia, sulla sanità la Regione fa outing

Creato il 07 novembre 2013 da Makinsud
Sicilia, sulla sanità la Regione fa outing

sanita-siciliaChe la sanità pubblica in Sicilia non sia al top è cosa nota e risaputa. Ma se è la stessa Regione Siciliana a fare outing, e a definire gli ospedali vere e proprie “trincee” , vuol dire che siamo messi davvero male. Già, perché nella “‘Guida per il paziente che si ricovera in ospedale”, pubblicata a fine ottobre sulla Gazzetta ufficiale regionale ,viene messo nero su bianco tutto il calvario che un paziente è costretto ad affrontare.
L’ingresso in reparto – si legge nella Guida – è preceduto dalle attese per il ricovero o per la visita prericovero in pronto soccorso. Sono attese che si svolgono spesso in ambienti disagevoli e affollati dove i pazienti aspettano anche per ore un turno segnato su inaffidabili elenchi cartacei”. Espressioni sorprendenti, vista anche la fonte da cui provengono.

La guida racconta di situazioni in cui i pazienti hanno anche “difficoltà nell’identificare il personale a cui chiedere informazioni sui tempi di ricovero o sull’assegnazione al reparto di competenza”.
Si tratta di problemi, viene spiegato, “che riguardano le direzioni dell’ospedale, ma che medici e infermieri spesso imparano a conoscere, e che potrebbero con insistenza segnalare alla direzione sanitaria o all’ufficio relazioni con il pubblico”.

pronto-soccorso
Ci sono anche le istruzioni, un po’ ingenue considerando sempre la fonte che le scrive, per chi arriva in reparto. “Lei riceverà dal caposala o da un infermiere le informazioni essenziali sulla sala in cui si ricovera, sui bagni e sul funzionamento del reparto. Se il reparto fosse affollato, il suo ricovero non potesse essere differito e lei dovesse essere provvisoriamente ricoverato in barella, chieda che il passaggio a un posto letto sia quanto più sollecito è possibile, che la barella sia relativamente comoda (larghezza, spessore del materassino) e che sia particolarmente curata l’attenzione per evitare cadute. Non abbia remore a chiedere informazioni e chiarimenti se ritiene di averne bisogno”.

Ma a dieci giorni dalla pubblicazione, però, l’assessorato alla Salute ci ripensa e in una nota fa sapere che nella Guida sono presenti “passaggi infelici che verranno modificati”.
Intanto, il libretto, inviato ad Asp e ospedali, ha già suscitato l’insurrezione degli infermieri che lo definiscono “offensivo e mortificante”. La frase più contestata riguarda le mansioni degli infermieri, cui il paziente può rivolgersi anche “per essere accompagnato in bagno o eventualmente provvedere alla sua pulizia se, come accade, il numero di operatori sociosanitari in servizio in reparto sia insufficiente”. Davvero troppo per la categoria che ha chiesto, attraverso l’Ordine professionale e il sindacato Nursind, il ritiro del documento destinato a finire su brochure e manifesti da distribuire ai pazienti.

L’assessorato, inoltre, ha voluto difendere gli ospedali facendo una piccola marcia indietro. “Non è vero che sono insicuri. Questa affermazione non rende giustizia al buon lavoro fatto quotidianamente da migliaia di operatori. La guida ricorda agli operatori e alle direzioni che hanno la responsabilità di operare per il benessere organizzativo, che una buona accoglienza è parte della cura e contribuisce al suo successo perché aumenta l’aderenza alle prescrizioni mediche. Allo stesso modo invita i cittadini a chiedere informazioni e chiarimenti, a controllare che le informazioni pervenute in reparto siano corrette e complete”.
Anche Luigi Pagliaro, componente del Comitato che ha scritto la guida, interviene per difendere il lavoro svolto. “Il nostro compito – spiega – è anche quello di denunciare i disagi e far capire al pazienti quali sono i suoi diritti in questi casi”.

E dire che la guida per i ricoverati si apre in modo ambizioso: “Il medico che vorrei: lascia raccontare la mia storia, è interessato a me come persona, mi spiega le cose con chiarezza e risponde alle mie domande, mi coinvolge nelle decisioni, mi dice la verità, ma non mi toglie la speranza, stabilendo un buon rapporto con i miei familiari”.
Questo forse nel mondo perfetto. Nel mondo reale istituzioni e loro collaboratori invece di agire si danno “la zappa sui piedi” e si autodenunciano. Siamo proprio alla frutta…


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