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siparietti italioti

Da Ducdauge @ducdauge

siparietti italioti

Gli italiani, è risaputo, sono da sempre visti e rappresentati come dei giullari, perditempo che non amano molto lavorare o, ancor meglio, faticare.
Un esempio di questa rappresentazione goliardica dell’italianità la troviamo nel film “Morte a Venezia” di Luchino Visconti, adattamento cinematografico del popolare romanzo di Thomas Mann. In una scena, mentre il protagonista è seduto in un café, arriva un gruppo di musicanti che cantano allegrette canzoni armati di mandolino, chitarra e fisarmonica. Alla fine della poco amata esibizione il capofila dell’allegra compagnia passa per i tavoli chiedendo la mancia; credo sia soltanto il protagonista Gustav von Aschenbach a ricambiare in denaro, ma non per il siparietto dal quale appariva abbastanza infastidito, ma per un’informazione ricevuta.

Gli allegri musicanti dunque sono il ritratto di quell’italianità che mette da parte la fatica e il lavoro per vivere e guadagnare alle spalle degli altri. Pagliacci divertiti e poco divertenti, pensano di intrattenere e invece sono inopportuni, fastidiosi e ridicoli.

Quanti di noi a qualsiasi ora del giorno accendono la tv per guardare l’ennesimo programma di approfondimento politico e di attualità, con ospiti i soliti Tizio Pallino e Pinco Caio Sempronio?
Effettivamente non hanno granché da fare. E perché fare qualcosa quando lo Stato li paga (per non fare niente?) rimborsandogli anche quegli “spiccioli” che tirano fuori dalle (loro?) tasche per campagne elettorali, elezioni e quant’altro?

Oggi il simbolo dell’italianità obsoleta, degli individui scansafatiche che vivono divertendo(?) e alle spalle degli altri sono tutti questi signori parlamentari e politici che ogni giorno da schermi e schermetti televisivi ci guardano con i loro compassionevoli occhioni da incapaci, invocando ed elemosinando qualche migliaio di euro affinché possano continuare a fare la bella vita, infastidendoci con le loro canzonette da quattro soldi, nascondendoci panem e promettendoci circenses.

Non è un segreto infatti che – almeno un tempo – il nostro ex premier si divertiva ad intrattenere i propri ospiti con chitarra alla mano e con in testa una bandana. Insomma i tempi cambiano, cambiano anche gli italiani, ma di pagliacci proprio non riusciamo a farne a meno.


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