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Sotto il cielo d'estate

Da Alessandra @aluzzingher

Temporali estivi hanno scosso Genova e dintorni. Temporali estivi... ci stiamo addentrando nel cuore dell'estate. Passo il tempo a passeggiare per le strade di Genova, ad andare al cimitero a trovare papà. Il Tempo, quello con la T maiuscola, ha ritoccato con il suo tocco, tutto ciò che mi sta intorno. Il suo tocco è indelebile ed assoluto, un'incisione che non si può più cancellare. Ha mutato il volto della mia famiglia e della mia cara città. Ho rivisto la mia scuola delle superiori: erano le magistrali. Quante ore ho passato tra quelle mura scalcinate che minacciavano di cascare da un momento all'altro, quante avventure! Le vacanze erano vissute in funzione dell'inizio della scuola, scandite dall'attesa. Vero, andavo spesso al mare. Che bello immergersi nelle acque fresche ed azzurre del mare, fenderle con ampie bracciate, schiaffeggiate dai miei piedi calzati da scarpette trasparenti di plastica... impossibile andare senza di esse: gli scogli con i suoi spunzoni, i ricci sempre in agguato tra le fenditure delle rocce... non permettevano che le delicate piante dei miei piedi, le accarezzassero! Sarebbero uscite senz'altro ferite e battute! Ma certo, i lunghi pomeriggi di sole e di mare... la saporita salsedine che con il suo velo leggero copriva la pelle. In certi giorni era talmente forte che si vedeva lontano un miglio sulla pelle e sui capelli: piccoli grani di sale puro! Buono! Bello davvero il mare, soprattutto quando, calmo, lambiva delicatamente le rocce degli scogli. Era bello tuffarsi, giocare con le acque, fare evoluzioni, tuffi da lasciar a bocca aperta gli astanti! Il sole, no... chi lo sopportava? Il suo calore era piacevole solo quando, uscita dall'acqua, rabbrividivo leggermente...

L'estate era bella solo sotto questo aspetto. Il mare... Mamma mia, quando il cielo si preannunciava nuvoloso stretto nella morsa di una coperta cupa! Sfumava la giornata al mare.

Eppure, tra gli scogli e i ricci che pizzicavano e si facevano temere, anelavamo all'inizio della scuola, dei suoi ritmi forti, emozionanti... Che timore quando il professore scorreva inesorabile e sadicamente tutti i cognomi che aveva sotto il naso! Quanto era bello all'uscita, tirare le somme, fare il bilancio della mattinata, tra scherzi e giochi, in attesa di quel 33 che, meno male, a quell'ora non era mai pieno. Già, non c'è nemmeno più il 33. Hanno cominciato un bel po' di anni fa a togliere il 30 e a fargli fare un altro giro, lasciando il povero 33 al suo destino. Poi hanno levato anche il 33/ (trentatré sbarrato) temutissimo da chi doveva andare oltre san Nicola! Lasciava vuote la fermata, senz'alcuna compagnia con cui chiacchierare! Infine hanno tolto anche il 33... teatro di numerosi ricordi, di attese e speranze... Adesso è il 36 che fa tutto il giro di Circonvallazione a Monte. Questi sono i cambiamenti più banali, ma da questi si comprende che siamo tutti in evoluzione, soggetti al divenire, come direbbero i filosofi che all'epoca non capivo mai...

Piccole cose, ma che hanno cambiato profondamente una realtà di qualche (circa 25 anni) anno fa...

In poche parole tutto è cambiato. Dalle più piccole cose, alle più grandi. La vecchia scuola Lambruschini che ha scritto la grande storia degli istituti magistrali, mutato in liceo socio-psicopedagogico, ha ospitato altre ragazze, di una generazione sicuramente differente rispetto alla mia. Uscivano a frotte, qualche giorno fa, da quella scuola che ci accoglieva anche nei pomeriggi piovosi durante i quali non si voleva rinunciare comunque a quella passeggiata distensiva...

Esami di maturità forse... Può darsi... Ed io, che avevo cominciato l'istituto magistrale pensando di fare l'infermiera o qualcosa del genere... ultima spiaggia sicuramente era l'insegnamento, mi ritrovo ad insegnare: ho appena traghettato una classe alle medie. Che scherzi quelli del destino!

 


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