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Spagna: Cambierà, di poco, la legge sull'aborto

Creato il 18 febbraio 2015 da Strippi
Spagna: Cambierà, di poco, la legge sull'aborto
Il Partido Popular - formazione di centro-destra attualmente al governo- sta per proporre una riforma della legge sull'aborto, andando incontro alle promesse fatte durante la campagna elettorale; tuttavia i possibili cambiamenti sembrano essere di ben poco conto rispetto allo scenario prospettato non più di sei mesi fa
Ma andiamo con ordine
BIBIANA AIDO E LA FINE DEL "REATO DI ABORTO"
Nella legislazione spagnola l'aborto era un reato e ne veniva concessa la pratica solo per giustificati motivi di salute. Una donna non poteva quindi scegliere di abortire ma doveva avere una motivazione medica ed il parere positivo di un giudice per poter interrompere la gravidanza.
A cavallo tra il 2009 e il 2010 Bibiana Aido, ministro del governo socialista di Zapatero, si fa promotrice di una riforma epocale.
L'interruzione diventa un diritto della donna, non servono più approvazioni di soggetti terzi (medici e giudici) ma basta la volontà di farlo. Diritto che viene esteso anche alle ragazze di 16 e 17 anni, che su questo argomento posso slegarsi dalla patria potestà e decidere in maniera autonoma.
GALLARDON E LA RESTAURAZIONE
Nel 2011 il Partito Popolare di Mariano Rajoy vince nettamente le elezioni generali con quasi il 45% dei consensi.
Tra le promesse fatte in campagna elettorale, una delle più importanti riguardava la modifica, quando non l'abrogazione, della legge sull'interruzione di gravidanza appena creata.
Della stesura della legge viene incaricato Alberto Ruiz-Gallardon, ministro della Giustizia nel nuovo Governo ed ex sindaco di Madrid.
La sua idea è un completo dietrofront rispetto alla legge Aido, l'aborto dovrebbe tornare ad essere un reato e ad essere consentito solo nei casi di violenza sessuale o di "pericolo grave per la salute fisica e psichica" della madre "purché serio e durevole"
Nessuna libertà decisionale e nessuna possibilità di scelta anche in presenza di gravi malformazioni del feto.
La riforma non vedrà mai la luce, non solo le opposizioni e i movimenti per i diritti civili mettono sotto pressione il Governo Rajoy ma anche molte donne dello stesso partito conservatore si dicono estremamente critiche nei confronti di una ritorno alla limitazione dei diritti della donna.
La situazione diventa insostenibile tanto che nel 2014 la riforma viene completamente accantonata e il Ministro Gallardon presenta le sue dimissioni, prontamente accettate.
OGGI: LA VITTORIA DI PIRRO DEL PARTITO POPOLARE
E siamo tornati ai giorni nostri, il Partido Popular è di nuovo pronto a presentare un disegno di legge per modificare le norme sull'interruzione di gravidanza.
Si, ma della riforma che tanto piaceva ai movimenti Pro-life e alla destra cattolica non c'è praticamente più traccia.
Le nuove norme si limitano a ridare valore alla patria potestà per i casi riguardanti ragazze minorenni e ad appoggiarsi alle norme del codice civile per dirimere le eventuali controversie (ad es. situazioni di maltrattamenti o di abusi da parte dei genitori della ragazza)
Fine. Anche per i conservatori l'aborto è un diritto della donna e non deve più essere considerato un reato. E infatti vi sono ottime probabilità di vedere questa legge approvata in tempi estremamente brevi, data la sua natura, potremmo dire, inoffensiva.
Sicuramente una sconfitta per i cattolici più irriducibili che vedono infrangere il sogno di una Spagna anti-abortista, ma anche una discreta sconfitta per il Governo Rajoy, costretto a rimangiarsi buona parte delle promesse elettorali e a sostenere una legge che de facto mantiene in piedi l'idea alla base della riforma socialista.
Per una volta possiamo dire che le uniche ad aver vinto siano le donne e i loro diritti.

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