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Stampa marcia, Politica in cancrena

Creato il 07 aprile 2011 da Albino

Oggi ho letto una notizia molto interessante che proviene dall’Italia. Di quelle che vale la pena di analizzare per capire (1) quanto dalle vostre parti la stampa sia shifosamente serva e di parte (qualsiasi parte), e soprattutto (2) cosa significhi quando un uomo politico di primissimo piano e’ anche il padrone dei giornali del suo partito (oltre a tv, eccetera, ma questo al momento non c’entra). Cosa che tra parentesi e’ solo uno dei vari cancri della democrazia italiana, visto che il nostro paese prima che dal popolo e’ governato a vari livelli da mafia, massoneria, P2, vaticano, tutti allegri in un bel girotondo di interessi incrociati a treccia.

Stampa marcia, Politica in cancrena

Ma torniamo ai fatti. Fatto numero 1: c’e’ un tale di nome Alberto Tedesco, pugliese, dalemiano, il quale fino a qualche tempo fa era contemporaneamente assessore alla sanita’ dell’amministrazione Vendolae imparentato con i proprietari (suoi figli, mi pare) di una delle piu’ importanti aziende fornitrici delle Asl pugliesi. Insomma, un conflitto d’interesse grande cosi’, ma che evidentemente non ha fermato Vendola dall’eleggerlo ad assessore, naturalmente dietro pressione di d’Alema. Vendola lo elegge, ma poi lo caccia pure, non appena Tedesco viene indagato per turbativa d’asta e altre belle cose. Il giudice ne ordina persino l’arresto, suo e di altre tre persone. Solo che gli altri tre finiscono dentro, mentre lui resta fuori perche’riesce ad entrare magicamente in senato, subentrando nelle file del PD a tale Paolo Castro, elettro al parlamento europeo.



Fatto numero 2:
In Italia per arrestare un deputato o un senatore bisogna ottenere un’autorizzazione dalle camere. Questo perche’ ovviamente bisogna tutelare il potere politico dalla magistratura, un principio sancito dalla costituzione. Ma la legge non prevede l’immunita’, ne’ tantomeno l’impunita’: semplicemente, la giunta per le autorizzazioni puo’ negare un arresto in caso di fumus persecutionis, ovvero se si ravvisa il sospetto che la magistratura voglia intromettersi nella politica e arrestare un deputato o senatore eletto dal popolo senza avere prove a sufficienza, ma solo per motivi politici.

Fatto numero 3: naturalmente la Casta abusa e ha sempre abusato di questo strumento che le permette di proteggere i suoi componenti dalla magistratura. In pratica le camere si autotutelano negando praticamente tutti gli arresti, di solito con voto bipartisan, in virtu’ non certo del fumus persecutionis quanto piuttosto di un piu’ semplice liberi tutti. Naturalmente concedere l’autorizzazione a procedere non vale solo per l’arresto, ma per la prosecuzione delle indagini verso un componente della Casta, percio’ succede che se magistrato vuole processare uno della Casta, deve chiedere alla Casta stessa se puo’ processarlo, e la Casta invece di concedere il permesso tranne nei casi di comprovato fumus persecutionis, la nega sempre, autoassolvendo anche il peggior gaglioffo purche’ faccia parte della Casta.

In pratica, quello che era stato concepito come uno strumento di protezione del diritto costituzionale di indipendenza dei poteri si e’ trasformato (all’italiana) in uno strumento di impunita’ per quel manipolo di manigoldi che vive a vostre spese li’ a Roma.

Fatto numero 4: Tedesco fa parte del PD. Il PD sta chiedendo a gran voce a Berlusconi di farsi processare. Il PD non poteva quindi negare l’autorizzazione all’arresto di Tedesco, per coerenza. Perche’ non si puo’ chiedere a uno di presentarsi davanti ai giudici, e contemporaneamente salvare uno della propria parte grazie ad una legge ad castam.

Fatto numero 5: Ora vediamo cos’e’ successo ieri, che era il giorno in cui la commissione doveva decidere se procedere o no. Il PD vota compatto per l’arresto, IdV pure. Ovvio. Invece PDL e Lega si definiscono “garantisti” e votano contro. Ora, definirsi garantista a casa mia significa considerare una persona innocente fino al terzo grado di giudizio; non certo definire uno innocente a priori, e per questo negare ai giudici l’autorizzazione a processarlo. Questo non si chiama garantismo, si chiama faccia da culo. Un vero garantista dovrebbe votare si all’autorizzazione, e lasciare che la giustizia faccia il suo corso.

Fatto numero 6: Tedesco stesso chiede di essere arrestato, per potersi difendere in tribunale. Una mossa di facciata naturalmente, visto che se davvero volesse finire alla sbarra gli basterebbe semplicemente dimettersi da senatore. In realta’ Tedesco sa che PDL e Lega voteranno contro il suo arresto, quindi con tutta probabilita’ lui davanti al giudice non ci andra’ mai. Il PD vota contro solo per salvare la faccia a sua volta, ma per coerenza dovrebbe anche buttarlo fuori a calci in culo. Ma figurarsi, un dalemiano.

Ma il punto principale e’: perche’ PDL e Lega votano contro? Naturalmente per far passare il principio malato secondo cui un eletto del popolo dev’essere indipendente dalla magistratura, da queste toghe rosse impazzite che ora si permettono non solo di chiedere l’arresto di quelli di destra, ma perfino di quelli della loro parte, figuratevi!

Ci fa una bella figura soprattutto la lega, ve la ricordate ai tempi di Craxi quando tintinnava le manette? Ecco, invece adesso salvano cani e porci, solo in nome del “tappiamoci il naso finche’ non passa il federalismo”. Per fortuna che ieri almeno hanno avuto il fegato di astenersi, va’.

Questi i fatti, nero su bianco. Ora, vi riporto cosa riporta il Giornale. In corsivo corsivo l’articolo coi miei commenti evidenziati.

Il caso Tedesco incastra il Pd: la giunta vota per l’arresto
(ma come? Il PD ha votato compatto e coerente con i suoi principi, perche’ e da cosa verrebbe incastrato?)

Salvare dall’arresto il senatore Alberto Tedesco, facendo un regalo a Berlusconi, o affondarlo facendo del male a se stessi? (perche’ male a se stessi? Perche’ non lo salvano?) il Pd, il dilemma che ruotava attorno al suo ex potente assessore alla Sanità della regione Puglia era lacerante. La riunione della giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato è andata avanti fino a tarda notte e alla fine ha bocciato con 10 no contro 9 sì la proposta del relatore Pdl Alboni (notate: e’ il Pdl che ha richiesto di negare l’arresto, non il Pd) di negare la richiesta di arresto per il senatore. La maggioranza si è spaccata (e quindi il Pd e’ incastrato?) perchè i due esponenti della Lega non hanno partecipato al voto(e vorrei vedere). Hanno votato contro il documento Balboni 8 del Pd, un esponente dell’Idv e uno dell’Udc (stranamente). La linea ufficiale, dettata dalla capogruppo Anna Finocchiaro e pubblicamente avallata da Pier Luigi Bersani è netta: «Non intendiamo sostituirci ai giudici, e abbiamo rispetto per il loro lavoro». Traduzione: l’autorizzazione all’arresto chiesta dai giudici al Parlamento va concessa. (e cosa ci sarebbe di strano in tutto cio’?)
La linea ufficiosa, invece, è più sfumata, e il rischio di divisioni quando il voto su Tedesco approderà in Aula è molto alto. Per questo in molti, nel Pd, puntavano su un rinvio a dopo il 14 aprile, giorno in cui il Tribunale del riesame dovrà pronunciarsi sul ricorso di Tedesco contro la decisione del gip sul mandato di arresto: a quel punto sarebbe più facile allineare tutto il partito sulla decisione presa dal tribunale. E – soprattutto – speravano in un aiutino da parte del centrodestra, per evitare la galera. Ma quell’aiutino, stavolta, il Pdl non lo ha voluto concedere: «Se vogliono salvarlo ci mettano la faccia», è stato il messaggio arrivato, si dice da Berlusconi stesso, ai senatori di maggioranza.
Già, la coincidenza tra il caso Tedesco e lo scontro al calor bianco sulla giustizia tra maggioranza e opposizione ha complicato maledettamente le cose per il Pd. Nelle cui file c’è anche preoccupazione sulla linea di difesa che Tedesco adotterà, una volta che finisse dietro le sbarre: anche ieri, il senatore Pd ha chiamato in causa le responsabilità di Nichi Vendola nell’inchiesta sulla sanità: perché per me l’arresto e per lui l’archiviazione? è il succo del suo ragionamento.
(forse per lo stesso motivo per cui quando beccano il dipendente di un supermercato che ruba arrestano lui, non quello che l’ha assunto?) E il timore che si difenda rimpallando le colpe sull’intero sistema di governo del centrosinistra pugliese è forte. Ieri Tedesco ha annunciato che in Aula chiederà che si voti per l’arresto: «Non voglio sottrarmi al processo, anzi lo invoco»; poi però ha chiesto di essere di nuovo ascoltato dalla giunta per presentare nuova documentazione e «dimostrare che l’inchiesta è stata condotta con intento persecutorio». (insomma, Tedesco fa come Berlusconi quando dice che lui non ha mai voluto sottrarsi alla magistratura e che le leggi ad personam sono state fatte indipendentemente da lui) Il Pdl in giunta si è sfilato (in realta’, ha fatto il gioco del padrone: impunita’ per tutti), e il Pd ha finito per approvare da solo la richiesta di audizione. «Evidentemente vogliono perdere tempo», dice il Pdl Balboni.
Per il principale partito di opposizione le scorciatoie sono precluse. È stato Silvio Berlusconi in persona, raccontano i ben informati del Pd, a dare ai suoi un mandato preciso: se i democratici vogliono salvare il loro parlamentare dall’arresto, chiesto dai giudici pugliesi, dovranno votare esplicitamente contro. «Non contino su di noi e sul nostro garantismo
(ancora, impunita’ travestita da garantismo. Dove starebbe il garantismo nell’impedire ai giudici di fare il loro mestiere?) – spiega un dirigente Pdl – per levargli le castagne dal fuoco: non gli permetteremo di fare i duri e puri alla Camera sul processo breve, e poi cercare l’inciucio sottobanco per salvare il loro uomo dai magistrati». (ma siamo sicuri che lo vogliano?) Il che si tradurrà in una semplice mossa, quando il caso arriverà in Aula: il Pdl difenderà la posizione di principio contraria all’arresto in assenza dei presupposti di legge (flagranza, pericolo di fuga o di inquinamento delle prove), ma al momento del voto farà uscire dall’Aula gran parte dei suoi, costringendo il Pd a venire allo scoperto.


Stampa marcia, Politica in cancrena

Morale. Il PdL si spacca mentre il PD vota compatto, il PdL vuole l’impunita’ mentre il PD lascia fare ai giudici il loro mestiere (o meglio, e’ costretto a fare buon viso a cattivo gioco, soprattutto perche’ il 90% della sua base elettorale non approverebbe il salvataggio di Tedesco). Ma secondo il Giornale (del Padrone), il PD sarebbe per l’inciucio, sarebbe incastrato, mentre il PdL e’ garantista.

Insomma, diciamocelo chiaro e tondo. Se il PD non fa in modo di autorizzare l’arresto di Tedesco, si meritano altri 15 anni di Berlusconi. Ma una cosa e’ certa: noi italiani non ci meritiamo di essere governati da una classe politica cosi’.



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