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Still life – La recensione del film di Uberto Pasolini

Creato il 17 dicembre 2013 da Drkino

Uberto Pasolini torna al cinema in veste di regista, con una fotografia scattata in una Londra gelida, dove le persone non riescono più a comunicare, nemmeno con chi ha lasciato la vita terrena…

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Still life, come molti altri film scritti, diretti o prodotti da Uberto Pasolini, prende spunto da fatti veri. La vicenda di questo film, che si è aggiudicato il primo premio nella sezione orizzonti della Mostra del cinema di Venezia 2013, racconta la vita di Jhon May, un funzionario comunale di Londra che si occupa di rintracciare i parenti e i conoscenti di persone morte in solitudine, organizzando il funerale che spesso resta deserto. John è un individuo estremamente accurato, preciso, solo. L'attenzione dedicata ai suoi "clienti" è altissima, infatti solamente quando capisce che non ci sono persone disposte a celebrare il defunto, svolge il rito funebre, scegliendo la musica adatta e scrivendo alcune righe per ricordare chi si è spento nel totale isolamento. Durante un giorno qualunque il suo capo, data la crisi, decide di tagliare i rami secchi dell'ufficio comunale, tra cui lui: troppo lento, troppo costoso. I funerali sono per i vivi, perché spendere tutto quel tempo per chi non c'è più? L'ultimo caso che Jhon segue riguarda la scomparsa dell'uomo che gli ha abitato per anni di fronte: un alcolizzato, ex galeotto, con un paio di famiglie alle spalle. Organizzare un funerale degno, che celebri questo reietto, è la sua crociata, l'ultima, in cui investirà tutte le sue forze a costo di cambiare anche sè stesso.

Still life, non vuole significare solo natura morta, come ha spiegato Pasolini. Letteralmente la coppia

uberto pasolini
di parole significa  "ancora vita". Il film, nonostante parli di morte, ha un segno positivo. Nato dall'esigenza di raccontare una storia che trae spunto dalla realtà – questa professione esiste davvero e soprattutto sono in molti a morire da soli - interrogandosi sul concetto di solitudine e di ricordo che le persone lasciano una volta abbandonata la vita terrena, Still life riesce a toccare nel profondo, evidenziando nella delicatezza filmica riflessioni universali. C'è da dire che un film si può dire riuscito proprio quando arriva ad ogni spettatore, ovviamete, in modo diverso, rievocando alla mente pensieri sulla propria esistenza. Le immagini, devote al regista Ozu – una delle scene in cui vediamo una mela è proprio una citazione del film Tarda primavera del 1949, uno dei tre capitoli della Trilogia di Noriko – per staticità, simmetria e argomentazioni (anche Ozu narrava il quotidiano dei suoi personaggi) calano lo spettatore nell'ordinaria vita del protagonista, sempre attento al prossimo: nei suoi gesti maniacali, nell'aspettare il semaforo verde, nel rincorrere un camioncino con una porta aperta. Un'accortezza oggi quasi persa. Forse la vita moderna con tutte le sue diavolerie è una vita isolata, dove "quello" di fronte lo si guarda sempre con più distanza, anche magari il dirimpettaio di casa. E' proprio su questo aspetto che Still life si sofferma, sull'importanza dei rapporti interpersonali, il vero fondamento della vita. Un'occasione per vedere del cinema introspettivo che offre un momento e delle belle immagini per ritagliarsi il tempo per capire quel che si è.

Il ruolo di Jhon May è stato creato per il caratterista britannico Eddie Marsan, che ha lavorato molto sulla staticità per comunicare esclusivamente con gli occhi. "Eddie è il fulcro del film, senza di lui sarebbe stato un film con un altro senso" ha detto Pasolini, che ha pensato a lui fin prima di buttare giù lo script. La sua è un'interpretazione che resta nel cuore, capace di esprimere in quell'inconsistenza sentimenti universali.

Di sicuro all'uscita dalla sala sarete in preda ad un'analisi personale, ma al di là di questo aspetto vale davvero la pena di vedere Still life perché è un film ben costruito e con piccole punte ironiche che quindi potrete apprezzare su più livelli. Questa pellicola è distribuita solo in 60 copie in tutta Italia, scovate la sala in cui recuperare questo piccolo diamante.

Federica De Masi

Regia: Uberto Pasolini; Cast: Eddie Marsan, Joanne Froggatt; Paese : UK – ITA

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